Silvio D’Ascia e AREP per il DDDPC di Shanghai

È ormai completo il DDDPC: il centro di calcolo per i prodotti finanziari derivati della Borsa di Shanghai (Shanghai Futures Exchange Derivat ives Development and Data Processing Centre) frutto del progetto di AREP e Silvio D’Ascia che si sono aggiudicati nel 2005 la competizione lanciata da Shanghai Futures Exchange.

Il concorso internazionale proponeva di sviluppare il progetto di un nuovo complesso, cuore della finanza e contenitore di diverse funzioni, legate alla ricerca, allo sviluppo, alla produzione e all’economia, da estendere su un’area di 10 ettari, nello Zhangjang Science Park, nell’area sud-est di Shanghai.

4 anni complessivi e 2 le fasi costruttive per introdurre gli uffici, il centro di calcolo, 3 edifici per abitazioni, un centro di ricerca, un area per conferenze, spazi espositivi, un hotel ed un centro attrezzato per lo sport.

L’idea guida, nonché riferimento per la distribuzione ed il dimensionamento spaziale del sito proviene da una analogia tecnologica di ispirazione digitale: i 14 edifici sorgono nell’area di progetto, come i componenti di una scheda madre vengono sistemati su di essa. Allo stesso modo l’andamento planimetrico dei percorsi è una reminiscenza dei circuiti elettronici. L’intera area risulta, dunque, concepita in tre bande longitudinali dalla densità ed altezza progressivamente decrescenti.

Dalla creazione di una gerarchia dimensionale, al raggiungimento della fluidità dei movimenti, al diverso trattamento delle architetture, tutto viene pensato per aiutare il visitatore a riconoscere immediatamente le diverse funzioni presenti, distinguendo subito quelle pubbliche da quelle private ed inaccessibili.

Da qui un trattamento particolare delle facciate che prende ispirazione dai trigrammi: simboli usati dall’antica cultura cinese per interpretare le regole dell’universo, costituiti da una successione di rettangoli dalla forma più o meno allungata disposti su tre righe in maniera da formare motivi irregolari. Le aperture nella “pelle” dell’edificio, conformate come i rettangoli di un trigramma, conferiscono agli edifici un aspetto contemporaneo, nei quali l’organizzazione delle bucature rimanda ancora una volta al mondo della tecnologia digitale, ricordando pixel dalla disposizione casuale.

La relazione che intercorre tra aree verdi ed edifici conferisce al sito lo stesso stile di un campus hi-tech, in cui si sottolinea l’importanza di un’armoniosa connessione tra l’architettura ed il suo ambiente.


Silvio D’Ascia
Vive e lavora a Parigi dal 1993. In associazione con AREP (studio pluridisciplinare nell’ambito del gruppo francese SNFC), è stato finalista al concorso per il Palazzo dei Congressi di Roma EUR e per la nuova Biblioteca di Pechino e ha vinto nel 2002 quello per la nuova stazione TGV di Torino Porta Susa. Il suo lavoro è caratterizzato da un approccio culturale che risente della formazione umanistica italiana e alle riflessioni sviluppate intorno alle nuove forme di città. I suoi progetti sono stati presentati in numerose pubblicazioni ed esposizioni, in particolare alla Biennale di Venezia. (www.dascia.com).

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