Una stazione di servizio per biciclette a Lubiana

risultato di concorso internazionale

220 proposte di studenti provenienti da 37 diversi Paesi e, a decidere i vincitori, una giuria di esperti e la votazione del pubblico. Un vincitore assoluto, 3 progetti scelti dalla giuria ed uno dal pubblico, 5 le menzioni d’onore. Questi i numeri del concorso internazionale per studenti di architettura e design Trimo Urban Crash.

Il tema dell’edizione 2012 del concorso è la progettazione di una stazione per biciclette ecosostenibile. Uno spazio multifunzione: luogo di ristoro, di riposo e di incontro per ciclisti, dove effettuare la manutenzione dei mezzi di locomozione e dotata di servizi come la connessione senza fili, gratuita, ad internet, la ricarica di biciclette, di moto elettriche e di dispositivi mobili.

Il contesto in cui collocare il progetto era già deciso dal bando, si tratta di una delle arterie nord della città di Lubiana, la Dunajska cesta (Vienna Street), una strada  di larghezza variabile, da 4 a 6 corsie molto congestionata e corridoio importante di accesso al centro della città.

I Vincitori

Vincitore assoluto per la giuria ed il pubblico

I vincitori assoluti sono Manus Leung dalla Facoltà Built Environment alla University of New South Wales (Australia) e Kacper Krywult dalla Facoltà di Architettura di Varsavia – University of Technology (Polonia). Il loro progetto: “Shift“, si è classificato al secondo posto secondo il giudizio della giuria ma ha ricevuto, nel complesso, il maggior punteggio, scaturito dall’insieme dei voti della giuria e del pubblico.

Il progetto, a differenza delle altre proposte, non incentiva una sosta veloce, ma invita a fermarsi, a rilassarsi e a godere della sensazione di essere in un piccolo villaggio, quasi in una oasi all’interno di una zona cittadina altamente urbanizzata. Il progetto ha anche l’interessante potenzialità di rivitalizzare la vicina area del parco, attualmente in uno stato di degrado e di offrirgli una maggiore popolarità.

I padiglioni sono affiancati e si sviluppano su un unico livello. La scelta serve per raggiungere molteplici obiettivi: massimizzare gli spazi interni, creare un facile accesso ai ciclisti ed ottenere una grande superficie di copertura adatta a convogliare le acque meteoriche e a captare l’energia solare. L’architettura si adatta al contesto e dialoga con la vegetazione circostante. Al centro dello spazio interno trova posto una grande area caffè di connessione con gli altri spazi della costruzione. Per scoprire lentamente e sperimentare la progressione di vedute, i percorsi interni sono progettati con cura ed attenzione strategica in modo da valorizzare i punti di vista verso l’esterno. Seguendo il percorso interno, le stanze si dispiegano una dopo l’altra in uno spazio e in un percorso continuo.

Nel complesso l’edificio tratta l’architettura non come icona ma piuttosto come un catalizzatore urbano, promuovendo l’uso pubblico dei servizi per la comunità. La stazione di biciclette è pensata come un luogo dove le persone si incontrano e si riuniscono e rispecchia l’uso della bicicletta come vera e propria cultura.

Secondo posto assoluto

Al secondo posto ma vincitori per la giuria sono Jorge Lopez Sacristan, Christina Codjambopoulo, Beatriz Gomez Martin, Jorge Lopez Sacristan e Sara Rebollo della Köln Fachhochschule (Germania) con il loro mentore, la prof.ssa Eva-Maria Pape. Il loro progetto JCSB0 ha ottenuto il miglior punteggio  per la giuria di esperti.

Secondo la giuria la proposta risolve e collega due entità: uno spazio pubblico ed uno privato. In un contesto che non mostra una particolare qualità urbana, l’ottimistico progetto riesce a fornire un contributo sociale molto significativo. Il progetto si colloca in un sito che non necessita di ulteriori strade o passaggi di accesso ed ha il vantaggio di non aver bisogno di eccessivi investimenti per essere realizzato. Il secondo piano del progetto, che affaccia sul parco, tocca dolcemente il suolo, l’accesso ai suoi spazi è privato e per esso viene creata una fruizione più intima.

Il progetto vincitore secondo il pubblico è CG2BP di Ignacio Chavero García, Roberto Baños Pantoja e Alvaro Borrego Plata dalla ETSA di Siviglia.

Al terzo posto secondo la votazione della giuria si classifica il progetto 14034 di Malgorzata Wawrzyniak della Facoltà di Architettura, dell’Università di Lubiana, sotto la guida dei professori Miloš Florijancic e Mitja Zorc.

Uno speciale riconoscimento è stato assegnato dalla Akripol, partner del concorso, a due progetti: dNAMO di Jose Bernal e Iuliia Fomina dalla Florida Atlantic University (Stati Uniti)

 

e al progetto 20436 di Joseph Goodwin, Nick Bastow e Richard Breen dalla Newcastle University Architecture Planning Landscape (Regno Unito), sotto la guida di Steve Dudek.

La galleria di immagini dei 31 progetti finalisti: www.trimo-urbancrash.com/project-gallery

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