Reshape, la forma che nasce dalle macchine

Un arredo multiuso che tre spunto dalle stoffe giapponesi impiegate per trasportare oggetti, un vaso che nasce dal suono e piastrelle modellate da robot. Noumena e Advok communication annunciano i progetti vincitori di Reshape, un concorso di design basato sulle tecniche di progettazione computazionale e di fabbricazione digitale e incentrato, nella sua prima edizione, sul tema dello spazio abitativo. 

I partecipanti dovevano illustrare anche la strategia di produzione dei loro progetti, prevedendo tecniche collegate all’utilizzo di macchine digitali, quali fresa e stampa 3D, o macchine a taglio laser. Le idee potevano spaziare dai piccoli ai grandi oggetti, ascrivibili a più categorie: arredamento, illuminazione, decorazioni o utensili.

Progetto vincitore 

Wooden Furoshiki

Il progetto si ispira alle tradizionali stoffe giapponesi che, sapientemente piegate, servivano per trasportare vestiti, regali ed altri oggetti. Dalla tradizione il nuovo oggetto di design prende a prestito la malleabilità, cambia invece il materiale costitutivo. L’oggetto utilizza infatti elementi circolari in legno che formano una superficie capace di assumere infinite conformazioni tridimensionali, adattandosi a molteplici usi all’interno di un ambiente domestico e non solo. L’essenza utilizzata è il tasso, un legno impiegato nei giardini a scopi ornamentali.

Secondo posto 

Aleph – vaso

Si tratta di un vaso che nasce dall’idea di rompere lo schema che abitualmente e da sempre ci permette di riconoscere gli oggetti e di attribuirgli un nome. Un processo che il cervello segue in maniera meccanica e fatto di tre fasi: creazione nella mente dell’immagine relativa all’oggetto e attribuzione a quell’immagine di un codice, che si traduce in linguaggio. L’oggetto prende forma non dall’immagine che si crea nella mente del designer, bensì dal suono che viene prodotto nel momento in cui l’oggetto viene nominato. Attraverso un algoritmo di modellazione il suono è stato associato a parametri geometrici. Per ogni persona che pronuncia la parola «Aleph», appunto nome del vaso, viene generata una forma diversa. Il suono si trasforma così in oggetto. 

Terzo posto

Robotic surface manipulation

Da una combinazione tra le tecniche di laminazione dell’argilla e dalla fabbricazione robotica a scala industriale nasce una piastrella in ceramica personalizzabile. La superficie della piastrella viene disegnata usando Rhino e Grasshopper poi modellata attraverso un robot che simula il meccanismo impiegato dalle macchine a controllo numerico. Un processo quindi che non prevede alcun utilizzo di forme o stampi e che dà vita ad un elemento che può adattarsi a usi diversi (rivestimenti per interni o per esterni).

Le immagini di tutti i progetti selezionati sono suwww.youreshape.com

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