Cino Zucchi, un “archimbuto” per il Padiglione Italia

Disegnato dall’architetto milanese Cino Zucchi e realizzato e sponsorizzato da De Castelli, arriva direttamente dalla provincia di Treviso l’elemento d’ingresso del Padiglione Italia alla 14. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia.

Cino Zucchi – curatore del Padiglione su incarico del MiBACT – ha infatti progettato un grande portale in cor-ten acidato. Il portale, affettuosamente chiamato “Archimbuto” per la sua forma che risuona con lo spazio esistente e accoglie i visitatori alla mostra, valorizza le potenzialità espressive del metallo, con l’individuazione di una speciale finitura che esalta il tipico spettro cromatico – compreso tra grigio, marrone e bluastro – del ferro.

L’architetto milanese e l’azienda avevano già collaborato, due anni fa, per l’installazione ‘Copycat. Empathy and Envy as form-makers‘ realizzata nell’ambito della 13. Biennale di Architettura, unico progetto italiano segnalato con Menzione d’Onore dalla giuria internazionale della mostra.

Il grande portale curvilineo del Padiglione Italia funziona da ‘amplificatore visivo’ introducendo i visitatori alla mostra ‘Innesti_Grafting’, di cui – insieme alla grande panca che conclude il percorso al Giardino delle Vergini – rappresenta anche una concreta e scultorea esplicitazione: un innesto della creatività contemporanea negli antichi e bellissimi spazi dell’Arsenale, e insieme un link di connessione tra spazi interni ed esterni del Padiglione.

Ancorato a una platea di cemento, costituito da ben 163 pannelli per un’altezza complessiva di 10 metri e un peso di 6 tonnellate, il portale ha una forma a volta con sezione variabile. Il portale, costituito da pannelli dalla forma differenziata e supportati da una struttura portante in lamiera di 4 mm di spessore, è pensato per una fruizione pluriennale. 

Sponsorizzato da Lavazza, un secondo contemporaneo ‘innesto’ chiude la mostra. Ulteriore esito della collaborazione tra Cino Zucchi, che la ha progettata, e l’azienda veneta De Castelli, che la ha realizzata, è la panca-scultura in cor-tén acidato di straordinaria lunghezza. Dalle forme curvilinee e dall’altezza variabile, si snoda infatti come un serpente metallico nel verde e luminoso Giardino delle Vergini. Pensata per offrire ai visitatori una accogliente pausa di relax nello spazio attrezzato del giardino dopo la visita al Padiglione, la panca è caratterizzata da una finitura acidata e si sviluppa per una lunghezza di 120 metri. 

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