Milano, completata la Città delle Culture di Chipperfield

500 mq di acciaio e cristallo delineano il nuovo modo di vivere la cultura

Ultimate tutte le strutture, mancano solo gli arredi interni: è quasi completata la Città delle Culture di Milano firmata da David Chipperfield. Cinquemila metri quadri di acciaio e cristallo delineano il nuovo modo di vivere la cultura a Milano.

Nel piano di recupero e rifunzionalizzazione delle aree dismesse, messo a punto dal Comune di Milano, rientra l’intervento nel cuore dell’immenso quadrilatero occupato un tempo dai capannoni dell’Ansaldo di via Bergognone, in zona Tortona, destinato, nel 1999, a trasformarsi da archeologia industriale del primo Novecento a “Città delle Culture”. L’impianto originario risale infatti al 1904 ed è riconducibile all’impresa automobilistica di Roberto Zϋst. Già nel 1908 però le officine vengono rilevate dall’AEG per la produzione di componenti elettriche e dinamo, giungendo, dopo una serie di passaggi, al gruppo Finmeccanica-Ansaldo, nel 1966, che si occupava qui della costruzione di locomotive, carrozze ferroviarie e tramviarie.

Il progetto è frutto di un concorso di progettazione. A bandirlo, l’allora assessore alla Cultura e ai Musei Salvatore Carrubba con il direttore centrale Alessandra Mottola Molfino. La proposta di David Chipperfield è apprezzata per la capacità di risolvere «il rapporto tra nuovo e vecchio, senza dissonanze, ricercando i propri valori in un non facile contesto».

Chipperfield propone il recupero della lunga cortina edilizia su via Tortona, dentro la quale si decide di ricavare, con disposizione sequenziale, gli spazi destinati al Museo archeologico, al Casva, al Laboratorio di marionette Colla e alla Scuola di cinema, con un colonnato in cemento aperto verso il lato interno e di costruire invece una parte nuova da dedicare al centro delle culture extraeuropee. Questo nuovo volume nasce per essere la vera e propria immagine distintiva dell’intero intervento, un grande corpo ondulato, polilobato e in contatto diretto con la luce.

L’edificio è composto da un sistema di parallelepipedi grezzi che al piano terra ospitano gli spazi pubblici (bookshop, caffetteria, didattica, biblioteca, mediateca, uffici, etc…). A questi si aggiungono il Forum Città Mondo, dedicato alle 500 associazioni delle comunità presenti a Milano e provenienti da 80 Paesi, ed infine, depositi e laboratori. Una grande attenzione alla libertà di circolazione, sia in orizzontale che in verticale, contraddistingue gli ambienti interni.

Si tratta di un progetto che rimette in discussione il concetto classico di museo visto come statica esposizione di una collezione per diventare invece un Forum delle Culture, uno spazio aperto alla condivisione e alla circolazione delle pratiche artistiche, tentando di dare il via ad un circolo virtuoso per la vita intellettuale della città.

L’opera è costruita da un’ATI guidata dal consorzio formato da CCC per le opere civili e di impiantistica meccanica. Stahlbau Pichler si è occupata delle opere strutturali in acciaio e dei sistemi di facciata e Gemmo dell’impianto elettrico.

Lo sviluppo dell’architettura

Il corpo centrale è caratterizzato dall’atrio completamente vetrato messo in opera con una particolare forma organica con sagoma ondulata, a riprendere il concetto di piazza coperta, attorno alla quale si aprono le sale espositive modificabili in modo flessibile. Il volume, costruito in vetro acidato con superfici paraboliche, funge da lanterna per la città nelle ore serali.

All’esterno la struttura si può leggere come un allineamento di stereometrie squadrate interamente rivestite in zinco-titanio, atto di riverenza nei confronti del contesto industriale dell’Ansaldo. Questi corpi spigolosi e rigidi circondano, quasi a proteggerlo, il cuore dell’intervento, che pare sbocciare con linee di luce che disegnano la struttura quadrilobata dell’atrio di vetro opalescente. Un cristallo di luce, inaspettatamente flessuoso, introduce le retrostanti sezioni del museo, organizzate in cluster di sale rettangolari adiacenti che si susseguono in ordine gerarchico di grandezza.

La struttura e le facciate

La struttura in acciaio della grande “lanterna” centrale e le facciate sono state realizzate da Stahlbau Pichler seguendo un disegno tanto pulito visivamente quanto complesso dal punto di vista realizzativo.

Nella stratigrafia della lanterna si susseguono diversi elementi: la scossalina in alluminio preverniciato, una lastra di compensato marino da 20 mm, il manto impermeabilizzante a base bituminosa, il supporto puntuale per lastra di compensato marino, l’elemento stabilizzante del montante verticale, l’isolamento termico con doppia lastra di polistirene estruso, elementi di ancoraggio del montante della facciata vetrata alla struttura in acciaio retrostante, il corpo illuminante, la struttura in acciaio verniciato bianco, la colonna in acciaio verniciato bianco e la trave di bordo in acciaio.

Crediti

Committente: Comune di Milano, direzione settore Musei

Progettista: David Chipperfield Architects
Team: David Chipperfield, Giuseppe Zampieri, Cristiano Billia, Oliver Ulmer;
Responsabili di progetto: C. Billia, G. Sirica, O. Ulmer; Architetti di contatto: PiùArch (concorso), F&P Architetti; Consulente per l’architettura: Alberto Izzo & Partners.

Modelli: David Chipperfield Architects, A-Models, Metthew Marchbank, Vista Models
Illuminotecnica: Ove Arup & Partners, Mario Nanni Progettista

Preventivi e computi: Tim Gatehouse Associates, F & P Cantieri
Direzione artistica: David Chipperfield Architects e Italsocotec (consulenti)

Direzione lavori: Comune di Milano, Direzione Centrale Tecnica

Strutture in acciaio e involucro: Stahlbau Pichler (per le strutture e le facciate dell’atrio centrale, per le facciate vetrate ed i rivestimenti in Zn-Ti di tutto l’intervento)
Project Manager: Diego Pulici. Design Manager: Massimo Colombari

Foto: Oskar Dariz

Tempistiche: 1999-2000 concorso; 2001-2007 progettazione; 2008-2013 realizzazione

pubblicato in data:

, ,