Dal disegno alla realizzazione: le sedute per la socialità vincitrici di «Ottopanche»

I prototipi eseguiti da artigiani ampezzani, saranno al Fuorisalone di Milano e poi tra le strade di Cortina

Due giovanissimi architetti veneti si sono aggiudicati il primo premio di «Ottopanche». Il concorso di design ha chiamato a raccolta creativi di tutto il mondo invitandoli a progettare panche che aiutassero a riscoprire una socialità più lenta ed umana, allo scopo di farle realizzare dagli artigiani di Cortina.

I vincitori sono Alberto Gallato e Guido Posenato, rispettivamente classe ’82 e ’84,  che hanno conquistato la giuria per «l’essenzialità, la purezza di design e l’approccio ludico-creativo». 

Svelati anche i nomi dei falegnami e dei fabbri ampezzani che daranno forma e “vita”, secondo le tecniche tradizionali e i materiali del territorio, agli 8 prototipi delle panche da contemplazione che saranno presentati al Cortina Fashion WeekEnd di dicembre per essere poi esposti a Milano in occasione del Fuorisalone e successivamente installati a Cortina.

Il concorso, indetto da Cortina Turismo_Cortina.Top Living, con il patrocinio della Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano e del Comune di Cortina d’Ampezzo, si è concluso venerdì con l’esposizione al pubblico degli 8 modellini finalisti con la proclamazione e premiazione dei 3 progetti vincitori.

Presente la giuria internazionale al completo – Kuno Prey, professore della Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano e ideatore del concorso; Ineke Hans, designer (Arnhem, Paesi Bassi); Michele Merlo, architetto e vicepresidente della Fondazione Architettura Belluno Dolomiti; Roberto Zambelli, artigiano (Cortina d’Ampezzo), Stefano Zardini fotoreporter ed esperto di design (Cortina d’Ampezzo) e Carola Zwick, professore di product design (Berlino) -, il presidente di Cortina Turismo Stefano Illing e il direttore Cinzia Confortola, assieme all’assessore allo Sport e Turismo del Comune di Cortina, Marco Ghedina.

Progettate per accogliere la persona, farla abbandonare a istanti di quiete, di calma, di meditazione e silenzio, le panchine nascono dall’idea di stimolare riflessioni, stupori e un rinnovato contatto con la natura. Di riscoprire una socialità – oggi diversa anche se antica – fatta di lentezza, di visi, di voci e di umanità. Perdendo tempo per riappropriarsi del proprio tempo.

Primo premio a «Quattro terzi»

I vincitori del primo premio Alberto Gallato e Guido Posenato insieme all’artigiano che realizzerà la loro panca “Quattro Terzi”, Lorenzo Lacedelli di Lacedelli Cortina. Foto: © Giacomo Pompanin

Alberto Gallato di Padova e Guido Posenato di Vicenza hanno vinto con “Quattro Terzi” per «l’essenzialità e la purezza del design con le quali è stato affrontato e risolto il tema del concorso. La panca progettata offre non solo l’occasione per riposarsi, ma grazie alla struttura che sembra incorniciare il paesaggio, si trasforma anche in punto di osservazione privilegiato del panorama. Le sedute sono di diverse tipologie e possono accogliere più persone. In estate c’è spazio per riporre le biciclette, mentre d’inverno le sedute si adattano all’altezza dello strato nevoso»: ha dichiarato la giuria. Il progetto sarà realizzato dalla falegnameria Lacedelli Cortina.

Secondo premio a «Piana»

I vincitori del secondo premio Claudio Bernardi e Fabrizio Fiscaletti, con il loro progetto “Piana”. Foto: © Giacomo Pompanin

Il secondo premio è andato a “Piana” disegnata da Claudio Bernardi (1957) architetto parmense e Fabrizio Fiscaletti (1983) architetto di Pesaro, che hanno ideato una struttura minimalista inseribile in svariati contesti e che sembra galleggiare sopra il terreno. L’elemento geometrico e minimale che la caratterizza, crea un dialogo particolare con l’ambiente naturale circostante. La panca permette sedute formali e informali adatte anche a piccoli gruppi e in uno dei quattro angoli è previsto uno spazio per “abbracciare” un albero o altri elementi naturali. Il progetto sarà realizzato dalla falegnameria Faloppa.

Terzo premio a «Cimes»

La vincitrice del terzo premio Elodie Stephan, insieme all’artigiano Marco Dimai della Falegnameria Marco Dimai, che realizzerà la sua panchina “Cimes”. Foto: © Giacomo Pompanin

Presenza internazionale quella della terza classificata, la giovane designer francese con studio a Parigi, Elodie Stephan (1985), che ha portato tra le Dolomiti il progetto “Cimes”: la soluzione scultorea si ispira alle montagne svettanti oltre le nuvole. I due elementi caratterizzanti diventano schienali e sedute per più persone nei diversi lati. Metallo e legno si sposano in un gradevole insieme. Il progetto sarà realizzato dalla falegnameria Marco Dimai.

Menzione speciale a «Bancia»

Elia Borgato che con il suo progetto “Bancia” ha ricevuto una menzione speciale, insieme all’artigiano Roger Alberti della Falegnameria Bariza, che realizzerà la panchina. Foto: © Giacomo Pompanin

La giuria ha inaspettatamente deciso di assegnare anche una menzione speciale a “Bancia” di Elia Borgato (1986), designer veneziano premiato per la simpatica rivisitazione della sedia tradizionale del luogo. A caratterizzare il lavoro, la diversità dei materiali utilizzati che gli conferiscono una particolare estetica contemporanea. Il progetto sarà realizzato dalla falegnameria Bariza di Roger Alberti.

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