Un centro per le arti nella stazione abbandonata di Detroit, i vincitori del concorso DSFA

A giudicare i partecipanti, un team presieduto dall'architetto Benedetta Tagliabue

La giuria, presieduta dall’architetto Benedetta Tagliabue, ha selezionato tra le proposte di 177 studenti e 49 giovani architetti, i progetti più convincenti, che si aggiudicano così il concorso internazionale Detroit Station for the arts, bandito dalla piattaforma spagnola Archmedium.

La sfida lanciata ai partecipanti consisteva nell’ideare un progetto per riconvertire la Michigan Central Station di Detroit, la stazione ferroviaria centrale della città statunitense, inaugurata ad inizio Novecento. Gli organizzatori di Archmedium chiedevano di inserire nell’edificio abbandonato nuove funzioni, per trasformarla in un centro pieno di vita. Una sorta di quartier generale dedicato alle arti, con atelier per artisti, sale espositive, spazi per la vendita, sale riunioni e un piccolo hotel per turisti appassionati d’arte.

Ai partecipanti, il compito di creare idee in grado di rigenerare il tessuto urbano circostante ed aiutare la città a rivivere. La popolazione della città statunitense ha infatti iniziato a diminuire con la crisi dell’industria  automobilistica e nel 2013 l’amministrazione comunale ha dovuto dichiarare bancarotta. Così oggi Detroit ha 800mila strutture vuote e 33.500 case abbandonate. Oggi, però, stanno nascendo orti comunitari (ce ne sono circa 1.200) ed iniziano a popolare la città numerosi artisti e fotografi professionisti in cerca di scatti di grande impatto. Da qui l’idea di contribuire alla rigenerazione urbana attraverso la creazione di un centro per le arti.

La giuria – presieduta da Benedetta Tagliabue e composta da Bosch Capdeferro, Lola Domèmech, Jordi Bernadó, Jonander Agirre, Joyce De Botton – ha decretato i vincitori e commentato così i loro progetti:

Categoria studenti

Al primo posto:

Team EER – Lennart Schütz e Sophia Sillmann (Germania), 
Karlsruhe Institute of Technology

«Il progetto concepisce la stazione centrale di Michigan come una città verticale. Con più di 40mila metri quadri, il contenitore della stazione si svuota e viene occupato da vari gruppi di funzioni che vanno a costituire diverse zone all’interno della macrostruttura». 

«La facciata viene conservata intatta, non si mette in atto alcuno sforzo per riparare e sistemare la struttura. In questo modo l’edificio viene concepito come una moderna rovina e resta semi-aperto, generando zone dedicate al passeggio e piazze ricche di vegetazione».

Al secondo posto:

Team HERA – Izabela Kordyka,Tomasz Urbanowicz, Michał Wiater (Polonia)
Gdansk University of Technology ONA

«Intervento coerente che affronta la questione della mobilità e copre una scala più ampia di carattere urbano. La proposta prende in carico i problemi urbani della periferia di Detroit e, attraverso un percorso che parte della stazione, mira a sanare diversi punti critici».

«L’antica stazione ferroviaria si configura come una stazione centrale delle arti. Da qui partono i vagoni del treno che trasportano l’arte e creatività fino in periferia seguendo il tracciato dei vecchi binari»

Al terzo posto

Team AAA – Arnau Reventós Meseguer, Antón Monedero De Balanzó, Álex Pineda Bardají (Spagna)
UPC – ETSAV

Il progetto «suggerisce un interessante spazio ludico e culturale a partire dell’eredità della musica techno, nata a Detroit. Spazi aperti si succedono in altezza come si trattasse di una catena di montaggio e aprono l’edificio alla gente».

Tra i progetti menzionati anche quello presentato da un team italiano, composto da Giacomo Fioratti e Gaetano Carambia dell’Università di Architettura di Ferrara.

 

Categoria giovani architetti

Al primo posto

Team CLG – Christian Laubschat Garro (Germania)
Technische Universitat Dresden

«Il progetto definisce una centrale delle arti come una città nella città. Una porzione di mondo organizzata dagli artisti per dare impulso alla cultura e alla creatività collettive. I workshop sono strutture leggere e autocostruite dagli utenti del DSFA che si relazionano con l’edificio a partire dagli spazi ad esso contigui».

«La parte superiore della torre si svuota per generare un parco sul tetto in relazione con il ristorante. Nel sito sorgono attività sportive e dalle quali poter trarre ispirazioni; è inoltre possibile godere di viste panoramiche su Detroit».

Tra i progettisti menzionati, anche Mariachiara Mondini e Giulia Ragnoli del Politecnico di Milano.

web student.archmedium.com | pro.archmedium.com

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