Inventons la Métropole. I 51 vincitori di una delle più grandi e innovative consultazioni d’urbanistica in Francia

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Nuove centralità per la Metropoli del Grand Paris. Sono stati annunciati, il 18 ottobre, i 51 vincitori del concorso internazionale “Inventons la Métropole du Grand Paris”. Un nuovo tipo di consultazione, basato principalmente su risorse private, che ha dato origine a un progetto coordinato di sviluppo del territorio. Tra i premiati Stefano Boeri con un bosco verticale dalla struttura interamente lignea.

I risultati mostrano un ventaglio di proposte e strategie urbane che sintetizzano le sfide di una possibile metropoli del XXI secolo, innovazione tecnologica e costruttiva, ma anche novità sulle tipologie abitative e sul modo di condividere gli spazi, sostenibilità e flessibilità a diverse scale.

Inventons la Métropole du Grand Paris

Nella primavera del 2016 è stato lanciato un appello alla creatività di architetti, urbanisti, paesaggisti e promotori internazionali per contribuire a ridisegnare i tratti della metropoli francese. Il concorso internazionale “Inventons la Métropole du Grand Paris”, una delle più grandi consultazioni in ambito urbanistico d’Europa, ha visto coinvolti 153 raggruppamenti su 55 siti, sulla base delle candidature ricevute la giuria ha scelto tre o quattro gruppi per area che hanno poi sviluppato un progetto completo.

Un nuovo tipo di consultazione

Un’operazione significativa non solo per dimensione ma anche per tipologia di attuazione. Si tratta infatti di un modello di consultazione che delega largamente al settore privato la programmazione e la concezione di interi quartieri della città. Una tipologia che era già stata sperimentata sul territorio parigino con il concorso “Réinventer Paris”, lanciato nel 2014, per trasformare 22 siti della capitale.

Si tratta di un approccio che cambia completamente la metodologia di costruzione della città a grande scala, riduce i costi per la collettività e sostiene l’intervento dei promotori immobiliari nei processi di trasformazione.

Una visione globale per armonizzare lo sviluppo urbano

Dal punto di vista urbanistico si tratta di un concorso estremamente significativo, che cerca di offrire una visione di sviluppo globale della città ad ampia scala, lo slancio dato dal concorso e dagli investimenti privati ha permesso di sviluppare un progetto coordinato di sviluppo su tutto il territorio.

Il progetto globale si articola intorno all’asse strutturante del Grand Paris Express, altro importante cantiere lanciato nella regione parigina per la realizzazione di una rete di quattro linee metropolitane. In rapporto con questa infrastruttura sono stati selezionati una serie di zone, destinate a diventare le polarità centrali della nuova struttura urbana.

Quartieri in prossimità delle fermate della metro, patrimoni storici, centri urbani, zone industriali dismesse: la diversità dei siti proposti ha permesso ai candidati di utilizzare e mostrare un’ampia gamma di conoscenze tecnologiche e innovazioni architettoniche.
Le diverse dimensioni delle aree di progetto, inoltre, che variano dagli 800 mq ai 15 ettari, ha offerto ai progettisti la possibilità di realizzare un intervento urbano alla scala di quartiere, integrando riflessioni legate alla vita dei nuovi abitanti, agli spazi pubblici, alla mobilità: una vera logica di pianificazione inclusiva che si interessa principalmente alla vita e alle relazioni che gli utenti potranno avere per arricchire la vita sociale dei nuovi quartieri.

Il concorso ha saputo attirare, accanto ai giovani studi francesi (Encore Heureux, Muoto, Des clics et des calques, Maud Caubet architectes…) i grandi nomi dell’architettura internazionale (Dominique Perrault, SnØhetta, Kengo Kuma, Rogers Stirk Habour & Partners, Castro Denissof Associés, ANMA Nicolas Michelin & Associés, Stefano Boeri…), per realizzare non un unico progetto emblematico, ma una costellazione di interventi, per una visione territoriale condivisa che prova a sviluppare e delineare i principi di una metropoli del XXI secolo.

Innovazione tecnologica e sperimentazione dei materiali

Alcuni tra i progetti vincitori si sono distinti per l’audacia compositiva e la scelta dei materiali, un esempio è l’intervento del GROUPEMENT DUVAL a Clichy-la-Garenne.

Gli architetti Rudy Ricciotti, LBA e Holzweg sono intervenuti su di un’area di 14 861 mq, caratterizzata dalla presenza della Maison du Peuple, un edificio storico datato 1930. Il progetto reagisce al contesto storico ponendo una torre di trenta piani in cemento fibrato e vetro, in equilibrio accanto alla Maison du Peuple, si tratta di un edificio che comprenderà 101 appartamenti e un hotel di 100 camere. Un intervento coraggioso che prevede di ridurre i costi di costruzione proponendo la colata in opera dell’intera struttura. Una grande torre minerale che affiancherà la Maison du Peuple, restaurata e rifunzionalizzata in spazio di presentazione permanente del Musée national d’art moderne – Centre de création industrielle du Centre Georges Pompidou.


© Duval-rudyRicciotti

Un altro esempio è il progetto BALCON SUR PARIS a Villiers-sur-Marne proposto dalla Compagnie de Phalsbourg, con gli architetti Kengo Kuma & Associates, XTU Architects, Stefano Boeri Architetti, Michael Green Architecture, OXO, Koz Architectes e i paesaggisti James Corner Field Operations, Atelier Paul Arene. L’intervento mira a costruire il primo progetto denso di grande altezza in legno d’Europa. Ripartito su circa 127 000 mq il programma prevede 670 residenze, uffici, due hotel, un cinema e un Palais des Congrès. Il 60% delle realizzazioni infatti sarà realizzato con struttura lignea. All’interno di questo intervento si trova anche La Forêt Blanche di Stefano Boeri, un bosco verticale di 54 metri sperimentale grazie alla struttura portante completamente in legno.


© Stefano Boeri Architetti

La natura nella metropoli, una sostenibilità condivisa

Il tema della sostenibilità, trasversale a tutti i temi di progetto, acquista particolare rilievo in alcune proposte.

Per esempio, la società belga Bopro Sustainable Investments (BSI), con gli architetti Rau, Search, Phileas e Karres + Brands ha l’ambizione di costruire con il suo progetto TRIANGO, sui 15 ettari del Triangle de gonesseun quartiere pilota per l’economia circolare. 167 100 mq di uffici modulabili, incubatori, atelier, spazi di co-working e servizi per gli utenti (palestra, wellness, asilo nido, residenze temporanee…). La concezione circolare del progetto è fondata su un nuovo rapporto con i materiali e con gli edifici stessi, ogni immobile infatti, a energia positiva, sarà modificabile e completamente smontabile. Il complesso, ricercando una sostenibilità a tutto tondo, propone anche servizi per la mobilità dolce, dai parcheggi per le bici, alle navette elettriche fino ad un servizio di bla bla car. In più, cosciente della tradizione agricola del suo territorio, lascerà una parte centrale del progetto all’agricoltura urbana high-tech con lo sviluppo di 8 000 m² di culture in acquaponica a destinazione dei circuiti corti alimentari.


© Bopro Sustainable Investiments

Il rapporto costruito-natura è portato all’estremo nel progetto della Compagnie Phalsbourg, con gli architetti Duncan Lewis Architecture, OXO, Parc Architectes Arcueil. Il raggruppamento prevede di trasformare questo sito estremamente rumoroso e inquinato, all’incrocio dell’A6a e dell’A6b in un “ECOTONE”, un luogo tra città e natura. Gli immobili terrazzati e scavati per creare dei patii interni, si ispirano alle qualità termiche degli habitat naturali. Tetti e facciate saranno ornati da piante per il trattamento dell’acqua e dell’aria e per assicurare un comfort acustico, sarà esplorata la nozione di “epidermide”. Lo sviluppo di questo progetto è stato seguito dal comitato scientifico del Centre d’excellence du biomimétisme de Senlis e del Musée d’histoire naturelle.

Un’urbanistica transitoria, flessibilità e modularità degli spazi abitativi

Per quanto accordi anche questa proposta una grande importanza alla vegetalizzazione il progetto “L’HOSPITALITÉ“,di Altarea Cogedim Grands Projets con gli architetti Maison Edouard François e SNAIK, al Kremlin-Bicêtre, mette al centro del suo intervento l’utente, sviluppando un nuovo approccio, flessibile e modulare, alla residenza.

Tutti gli appartamenti infatti presentano la possibilità di un’evoluzione futura. La loro terrazza, di una superficie che va dai 30 à 100 mq, generosamente vegetalizzata, sarà per una parte “colonizzabile”, ovvero senza dover presentare alcun tipo di permesso di costruire, ogni appartamento potrà ampliarsi sul giardino-terrazza, con una stanza supplementare di 10-20 mq e cosi adattarsi ai nuovi bisogni familiari. Inoltre, per rispondere a tutte le necessità degli acquirenti, gli appartamenti più grandi potranno dividersi in due piccoli o viceversa unirsi in un unico.


© Altarea Cogedim

L’accento posto sugli utenti porta anche molti altri progetti vincitori a sviluppare un tipo di urbanistica transitorio sull’area di progetto.

Sul sito dell’antica fabbrica di fiori ricamati, per esempio, il progetto LA GRANDE COCO al 29 di Rue du Soleil, degli architetti Des Clics et des Calques e il paesaggista Christophe Père hanno fatto volontariamente la scelta di offrire la possibilità di modificare in futuro il loro progetto in funzione dei bisogni degli utenti. Una parte del programma è determinato (mensa, uffici e appartamenti), il resto sarà definito in funzione degli occupanti. 


© Des Clics et des Calques – Christophe Père

Maggiori informazioni:
www.inventonslametropoledugrandparis.fr

di Elisa Cavaglion

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