Museum of Language London: vince un museo a misura di visitatore in cui il linguaggio ne definisce lo spazio

Sono stati presentati i vincitori del concorso di idee Museum of Language London indetto da Archasm per la progettazione di una nuova icona culturale nel panorama di Londra, un museo dedicato a tutte le sfide dell’uomo legate alla lingua e alla sua evoluzione.

Il progetto vincitore è il raggruppamento indiano formato da Ayaz Pasha, Vishweshwar Singh e Jabili Sirineni che ha rivoluzionato il concetto tradizionale di museo proponendo uno spazio definito dall’utente e dal linguaggio stesso.

Sul podio anche l’argentina Manuela Blasco Markarian con un progetto ispirato metaforicamente al fumetto e la polacca Zofia Fedorów che ha invece proposto un percorso museale sulle problematiche legate all’evoluzione della lingua e al suo sviluppo futuro.

Museum of Language London

1° posto | Ayaz Pasha, Vishweshwar Singh, Jabili Sirineni | India

Il progetto del raggruppamento indiano modifica il concetto tradizionale di museo, inteso come un insieme di oggetti esposti in uno spazio in cui l’utente è un beneficiario passivo, non attivamente coinvolto nel sistema.

L’idea è infatti che un elemento astratto come il linguaggio richieda una tipologia di utente protagonista dello spazio, che lo sperimenti e che lo definisca al tempo stesso. In questo senso la progettazione interviene solo attraverso l’utilizzo di proporzioni e materiali per suggerire al visitatore un certo movimento o comportamento.

Il risultato è un insieme di cinque tipi di spazio, distinti l’uno dall’altro in termini di volume e di tipo di esperienza. Tra questi il nucleo principale, di forma circolare, è occupato da una libreria verticale continua fino al soffitto, un elemento monumentale che galleggia nello spazio e che si rifa all’idea di una biblioteca universale che appartiene a tutti i linguaggi.

2° posto | Manuela Blasco Markarian | Argentina

Chiamato Language Bubble, l’edificio proposto dal gruppo argentino rielabora metaforicamente la forma del fumetto, intesa come rappresentazione del linguaggio stesso.

Come in uno speech bubble, la facciata del museo si riempie di parole che sono trasmesse dall’interno, i visitatori del museo possono infatti scrivere dei messaggi che verranno tradotti e proiettati sul prospetto principale, grazie a LED incorporati tra gli strati di vetro e sigillati con resina.
La facciata diventa così tramite tra interno ed esterno e uno sfondo per la piazza antistante.

Lo spazio esterno è concepito invece come una terrazza sul Tamigi, una piazza sopraelevata realizzata con spazi dinamici che favoriscono la socialità.

3° posto | Zofia Fedorów | Polania

Sepentime racchiude già nel nome l’idea principale del progetto, quello di riflettere sull’evoluzione del linguaggio, come in una linea del tempo che si configura plasticamente in un edificio lineare compresso in modo tale da mostrarsi solamente lato fiume e lato strada.

Il visitatore è condotto all’interno dell’edificio in un viaggio che inizia e finisce nella hall e che ripercorre le tappe principali dello svilupparsi della lingua fino a immaginare, nell’ultima sala, un linguaggio del futuro concettuale e metaforico.

Nell’ideazione del percorso museale gli architetti intendono interrogare il visitatore sulle problematiche legata alla globalizzazione del linguaggio e i suoi limiti.

Lista completa dei progetti finalisti
http://archasm.in/museum-of-language-winners/

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