Bonus 65%: vi accede anche la demolizione e ricostruzione con diversa sagoma

Gli interventi di demolizione e ricostruzione fedeli alla volumetria originaria dell'edificio ma non alla vecchia sagoma accedono alla detrazione del 65%. La conferma arriva dall'Enea.

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Gli interventi di demolizione e ricostruzione che mantengono la stessa volumetria dell'edificio originario, ma non la stessa sagoma, possono usufruire della detrazione fiscale del 65%. La conferma arriva dall'Enea che inserisce una nuova risposta (la n. 68 bis) alla raccolta di Faq pubblicata sul sito www.acs.enea.it.

Chi demolisce e ricostruisce un immobile fedelmente al volume ma non alla sagoma originaria, rendendolo più efficiente dal punto di vista energetico, può usufruire della detrazione del 65%, purché rispetti i requisiti di miglioramento delle prestazioni energetiche previsti dalla legge. I valori sono quelli definiti dal decreto del Ministro dello Sviluppo economico dell'11 marzo 2008 - Allegato A.

L'infedele ricostruzione rispetto alla sagoma dà diritto anche alla detrazione di altre spese. Vi rientrano quelle per gli interventi sull'involucro edilizio tesi a contenere le dispersioni termiche, per l'installazione di pannelli solari e per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

L'estensione della detrazione ad una nuova categoria di interventi deriva dalla modifica della definizione di "ristrutturazione edilizia". L'art. 3 del Dpr 380/2001 è stato infatti rivisitato dal decreto «del fare» che ha inserito nella "ristrutturazione edilizia" anche gli interventi di demolizione e ricostruzione di un edificio rispettosi della volumetria originaria ma non della sagoma. Fanno eccezione gli immobili vincolati e quelli che sono in zona "A", ovvero all'interno dei centri storici. Per questa tipologia di edifici la demolizione e ricostruzione va sempre considerata al di fuori della "ristrutturazione edilizia" e non dà accesso al bonus del 65%.

Attenzione però alle zone classificate "A": ciascun Comune, entro il 30 giugno 2014, dovrà individuare le aree nelle quali non è applicabile la Scia per interventi di demolizione e ricostruzione, o per varianti a permessi di costruire, comportanti modifiche della sagoma. Probabilmente queste deliberazioni influiranno anche sull'accesso alle detrazioni del 65%. 

di Mariagrazia Barletta architetto

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