Trento, al via il cantiere per la riqualificazione dell'ex carcere asburgico firmata C+S Architects

di Mariagrazia Barletta

Ai nastri di partenza il nuovo polo giudiziario di Trento: sono stati consegnati i lavori del primo lotto da 19 milioni di euro per la ristrutturazione dello storico carcere asburgico, cuore del grande piano di riqualificazione da oltre 59 milioni di euro. A darne notizia è il pluripremiato studio, autore, del progetto C+S Architects guidato da Maria Alessandra Segantini e da Carlo Cappai.

«I lavori dell'edificio storico, che si estende su circa 4.950 metri quadrati per un volume di 26.500 metri cubi, sono stati affidati a Iti Impresa Generale Spa per un importo di 19.631.642,74 euro, comprensivo di oltre 782mila euro di oneri per la sicurezza, con una durata di cantiere stimata in mille giorni», fa sapere lo studio con basi a Treviso e Londra.

La nuova ala ospiterà spazi di accoglienza e servizi al pubblico al piano terra, gli uffici del tribunale ordinario e del giudice di pace al primo e secondo piano, mentre il terzo piano sarà riservato a sale riunioni e impianti. Successivamente, l'opera vedrà la nascita di un nuovo fabbricato nell'area est e il restauro sia del palazzo storico principale sia del blocco risalente agli anni Sessanta. Le ex carceri sono parte integrante di un complesso unitario di edifici che comprende anche lo storico Palazzo di Giustizia. Un compendio inaugurato negli anni Ottanta dell'Ottocento e che rappresenta un'importante testimonianza del periodo austro-ungarico in Trentino.

Il nuovo polo giudiziario nell'ex carcere di Trento © C+S Architects

C+S Architects - va ricordato - è già autore della cittadella della giustizia veneziana a Piazzale Roma, un progetto che ha proiettato lo studio alla ribalta globale e che gli è valsa l'esposizione al MoMA di New York nel 2012 e la prestigiosa Medaglia d'Oro all'Architettura Italiana della Triennale di Milano per la committenza pubblica.

«Progettare un palazzo di giustizia non è mai una questione di pura estetica o di sola organizzazione spaziale: è, prima di tutto, un profondo atto di responsabilità etica», commenta Segantini. «L'architettura pubblica - prosegue - ha il dovere civile di dare forma materiale ai valori democratici di trasparenza, equità e accoglienza. In un luogo dove si decide della vita delle persone, lo spazio non deve intimorire né isolare, ma deve farsi interprete di un senso di equità e responsabilità».

«Con il nostro lavoro - aggiunge - cerchiamo di restituire ai cittadini spazi sostenibili, luminosi e integrati nel tessuto storico. Innovazione che si nutre delle radici dei luoghi. L'etica nell'architettura è proprio questo: rimettere la persona al centro, trasformando un edificio istituzionale in un un ponte tra la legge e la comunità, dove la bellezza stessa diventa uno strumento di dignità, rispetto e riscatto sociale».

Il nuovo polo giudiziario nell'ex carcere di Trento © C+S Architects

La nuova cittadella della Giustizia di Trento coniuga sicurezza, efficienza e apertura alla cittadinanza attraverso una complessa ridistribuzione funzionale dei suoi spazi interni su più livelli. Al piano terra, l'ala centrale si trasforma in un ponte di collegamento diretto tra le corti esterne grazie a servizi pubblici quali bar, ristoranti e una cella-museo, affiancati nelle ali laterali dal Casellario e dall'Ordine degli Avvocati. 

La circolazione verticale conserva intatte le tre scale storiche preesistenti, integrate per l'occasione da due moderni ascensori e quattro nuove scale di sicurezza esterne. Il primo e il secondo piano dell'ex carcere asburgico sono interamente dedicati al Tribunale Ordinario. Al primo livello trovano spazio le cancellerie nelle ali laterali, gli uffici dei giudici in quelle centrale e orientale, e l'aula d'udienza ricavata all'interno dell'ex cappella.

Il terzo piano, in origine un sottotetto disabitato, ospiterà le macchine per il trattamento dell'aria e, nell'ala est, una suggestiva area multifunzionale illuminata da lucernari zenitali e sorretta da nuove capriate in legno lamellare. Infine, il livello interrato unisce la vecchia struttura a un blocco ipogeo di nuova costruzione scavato sotto il giardino d'ingresso, ottimizzando gli archivi e i locali tecnologici.

La realizzazione del polo giudiziario tra le mura del complesso ottocentesco ha una storia lunga e tortuosa, che vede tra gli episodi più importanti l'indizione di un concorso internazionale di progettazione (2005) per la realizzazione della cittadella della giustizia, con la previsione di demolire l'ex penitenziario. Poi la battaglia del Fai e della sezione Trentino di Italia Nostra, affiancati dalla cittadinanza, che riconoscevano nel bene un valore architettonico e storico-testimoniale. Oggi l'epilogo: le ex carceri resteranno in piedi e saranno trasformate per una nuova vita.

Cittadella della giustizia veneziana a Piazzale Roma, © C+S Architects

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