National Museum of Afghanistan

Il Ministero dell’Informazione e della Cultura e l‘Ambasciata USA a Kabul annunciano le straordinarie idee progettuali vincitrici del concorso  the International Architectural Ideas Competition for the National Museum of Afghanistan

Il concorso ha inteso prefigurarsi come potrebbe essere un moderno museo del XXI secolo nel contesto odierno dell’Afghanistan. La richiesta era sviluppare proposte per un master plan e per una progettazione dettagliata dell’edificio di un nuovo museo, da erigersi sull’esistente sito del National Museum dell’ Afghanistan a Kabul. Le soluzioni dovevano essere incentrate su diversi caratteri: progettazione sensibile alla cultura locale, sostenibilità e uso di energie rinnovabili, adeguata combinazione di soluzioni high tech e low tech, sensibilità per le influenze sociali e religiose, e una adeguata sistemazione urbana, con lo scopo ultimo di bilanciare tutto ciò con le richieste funzionali e gli interessi del National Museum.

In seguito alla sua apertura, il concorso ha attratto l’interesse di architetti, urbanisti e designer da più di 40 paesi. 348 gruppi da 63 nazioni hanno chiesto di partecipare al concorso. Attraverso un processo di prequalificazione 125 tra questi sono stati ammessi alla seconda fase di elaborazione del progetto architettonico. 72 le proposte ritenute ammissibili passate al vaglio della giuria, presieduta da HE Dr. Raheen, Ministro per l’informazione e la cultura, affiancato dal dott. Vartan Gregorian, presidente della Carnegie Corporation (New York), e composta da esperti – in campo internazionale – di ingegneria, di progettazione museale, e di architettura e patrimonio culturale afgani.

La decisione della giuria si è basata sulla chiarezza delle idee progettuali, sulla rispondenza alle richieste del brief, e dunque ai requisiti funzionali, tecnici economici e di sicurezza, e, più in generale, alla qualità della proposta, valutata nella sua interezza.

Primo premio: AV62 Arquitectos SLP, Spagna. 
Secondo premio: Mansilla + Tuñón Arquitectos, Spagna.
Terzo premio: fs-architekten, Paul Schröder Architekt BDA, Germania.

Menzioni d’onore:
IAN+ architecture & engineering, Italy
Lawrence and Long Architects, Ireland
Luisa Ferro, Architect, Italy

I progetti vincitori e il giudizio della giuria

AV 62 Arquitectos, Spain

La forza di questa proposta risiede nell’equilibrio che è stato raggiunto tra la forma architettonica e la presentazione delle collezioni ospitate nel nuovo museo. Un esterno distintivo e sobrio risponde al contesto locale e si unisce ad un coerente schema di articolazione spaziale che tiene conto della natura dei materiali impiegati. Le semplicità dell’edificio è ben studiata per raggiungere un duplice obiettivo: consentire la costruzione impiegando materiali e saperi locali e al contempo velocizzare il completamento dell’opera per dare un riparo sicuro alla collezione nel più breve tempo possibile.

Il concetto di circolazione è chiaro e semplice, concepito secondo un certo grado di modularità, si traduce in una disposizione spaziale efficiente per il personale e per le operazioni, attenta anche alla istanza di flessibilità e capace di rispondere alle mutevoli esigenze di variazione della disposizione degli espositori. I progettisti sembrano aver riservato una grande cura sia all’organizzazione delle esposizioni che all’involucro dell’edificio, il quale risulta discreto e non preminente né rispetto agli edifici esistenti del National Museum né agli altri presenti nell’area.

Diverse le configurazioni degli spazi interni che possono essere considerate anche in relazione ad un uso efficace e realistico della luce naturale e intensa della città di Kabul, raggiunto grazie alla presenza di corti interne e di diffusori a soffitto. Con la scelta costruttiva delle volte a botte in mattoni i progettisti attingono dalle forme vernacolari e sfruttano appieno la luce naturale. La giuria ha ritenuto di non particolare successo la scelta del rivestimento esterno in piastrelle, sottolineando, però, che l’impiego di questo materiale tradizionale può essere ripensato in maniera più efficace all’interno del progetto.

L’uso dei materiali tradizionali è generalmente conveniente in termini di costi di costruzione e manutenzione ed è di supporto anche alla conservazione di abilità tradizionali degli artigiani locali. La dimensione umana della costruzione invita alla visita, l’utente viene ben accolto e incoraggiato a trascorrere del tempo nel giardino adiacente, dove sono state proposte opportune integrazioni in grado di migliorare la relazione tra nuovo ed esistente.

La proposta vincitrice – secondo il giudizio della Giuria  – risponde in maniera audace e riflessiva alle richieste del brief, giungendo ad un edificio efficiente e conveniente, che come specchio di un’istituzione nazionale, è anche fonte di orgoglio per le future generazioni afgane.

Mansilla + Tuñón Arquitectos, Spain

E’ una architettura di tipo più monumentale che rispecchia gli spazi funzionali del suo interno. La scala della proposta è più vasta rispetto alle dimensioni più contenute del progetto vincitore ed il profilo esterno costituisce una risposta sensibile allo sfondo esistente, formato dalle montagne circostanti. Il progetto si basa su una griglia di riferimento e come tale è in grado di garantire una facile espansione e una buona flessibilità interna.

Il progetto ha una forma ben riconoscibile, quasi scultorea, ma che rinuncia ad essere monumentale. La proposta offre un appropriato uso dei materiali e la semplicità delle piante stimola un ordinato movimento dei visitatori attraverso gli spazi espositivi, di differente ed interessante qualità. 

Fs-architekten, Paul Schröder Architekt BDA, Germany

E’ una proposta molto forte e creativa e il suo successo maggiore risiede nella progettazione di forme libere. Un risultato raggiunto attraverso volumi massivi e scultorei. Il riferimento visivo alle montagne si traduce in un’architettura sensibile al paesaggio ed alla natura. Un edificio che potrebbe essere già di per sé oggetto di visita, condizione che incoraggia l’interesse per la collezione quasi per default.

Anche se la giuria ha ritenuto i nuovi volumi sovradimensionati rispetto all’esistente, ha sottolineato la integrità dell’idea progettuale, caratterizzata dalla dura prospettiva dei muri, i quali, però, ospitano la collezione con grande leggerezza. Spazi di circolazione lineari tra alte mura sono una reminiscenza degli itinerari pubblici trovati nelle città antiche della regione.

Per approfondire
www.see.af/iaic_nma-results.html

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