Premio Domus Restauro e Conservazione: premiati i vincitori a Ferrara

Il 20 marzo 2013, nella prestigiosa cornice di Palazzo Tassoni, sede della Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara, si è svolta la cerimonia di assegnazione della terza edizione del Premio Internazionale di Restauro Architettonico “Domus Restauro e Conservazione”, nell’ambito di Restauro-Salone dell’arte del restauro e della conservazione dei Beni Culturali e Ambientali.

Nato dalla volontà di far conoscere l’opera di progettisti ed imprese specializzate, che abbiano saputo interpretare in modo consapevole i principi conservatori nei quali la comunità scientifica si riconosce, anche in questa terza edizione, i risultati hanno superato le aspettative. Si sono registrati quasi 200 concorrenti, con una presenza significativa di progettisti stranieri nella sezione Opere realizzate.

La giuria quest’anno ha premiato, con la medaglia d’oro, due casi di restauri ad alta complessità, nei quali l’attenzione conservativa si è coniugata ad una rilevante qualità architettonica e figurale. Le medaglie d’argento hanno premiato tre casi diversi fra loro, ma tutti connotati da pari rigore metodologico: un ottimo esempio di “restauro del nuovo”, uno di moderna sistemazione liturgica di una cattedrale storica, infine un esempio di messa in sicurezza strutturale e di scavo archeologico sfociata in una suggestiva sistemazione museale. Le quattro menzioni segnalano casi di restauro aperti su nuovi e significativi fronti della tutela, con attenzione ai valori partecipativi, sociali e comunitari, ai temi della manutenzione conservativa e del “restauro timido”, a quelli, infine, della vigilanza costante, esercitata, per così dire, “dal basso” sul patrimonio ancora privo di un’adeguata moderna utilizzazione.

Ha presieduto la commissione il prof. arch. Giovanni Carbonara, ordinario di Restauro Architettonico e direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio all’Università la “Sapienza”; affiancato dal vice-presidente l’arch. Laura Moro, direttore dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, all’interno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Gli altri membri sono la prof.ssa Beatriz Mugayar (Università di San Paolo – Brasile, Facoltà di Architettura e Urbanistica), prof. arch. Riccardo Dalla Negra (ordinario di Restauro Architettonico e direttore del Labo.R.A. . Laboratorio di Restauro Architettonico, del Dipartimento di Architettura, Università degli Studi di Ferrara ed il prof. arch. Marcello Balzani, responsabile scientifico del TekneHub laboratorio in rete del Tecnopolo di Ferrara afferente alla Rete Alta Tecnologia della Regione Emilia-Romagna e direttore del DIAPReM – Centro Dipartimentale per lo Sviluppo di Procedure Automatiche Integrate per il Restauro dei Monumenti dell’Università degli Studi di Ferrara.

Sezione “Opere realizzate”

Le due opere che si sono distinte tra tutte aggiudicandosi la medaglia d’oro nella sezione Opere realizzate sono il progetto e intervento di restauro dell’arch. Andrea Bruno sulla Cattedrale di Bagrati, in Georgia (imprese esecutrici: Ltd. Restavratorebi & Co.; Ltd. Magi Style) e il restauro di Punta della Dogana a Venezia, realizzato dal noto studio Tadao Ando Architect & Associates.

Andrea Bruno sulla Cattedrale di Bagrati, in Georgia

Restauro di Punta della Dogana a Venezia, Tadao Ando Architect & Associates

La medaglia d’argento è stata assegnata a tre opere, due delle quali straniere. In particolare, è stata premiato lo studio di Jabornegg&Pálffy, che ha presentato il progetto di Altenburg Abbey Museum (Austria). La seconda medaglia d’argento viene assegnata a Cannatá & Fernandes Arquitectos, per aver presentato il restauro della Pousada di Picote, una delle opere più significative dell’architettura moderna portoghese. L’ultima medaglia d’argento va all’arch. Mauro Severi per il restauro della Cattedrale di Reggio Emilia.

Menzione speciale per le seguenti opere: il Puente inka de Q’eswachaka, presentato dal Patronato de Cultura di Machupicchu, scelto poiché rappresenta una testimonianza di un modo di affrontare oggi il rapporto con gli elementi della tradizione storica, in un approccio vivo e partecipato; Villa Mensa, opera di Patrimonio Copparo s.r.l, menzionato per essere l’esempio di un intervento minimale, teso a dare una risposta a uno spazio storico di proprietà pubblica, attualmente in attesa di rifunzionalizzazione. Menzione anche all’atelier giapponese Ryo Abe per l’intervento di recupero edilizio SHIMA Kitchen che, attraverso un disegno estremamente raffinato, crea un elemento di grande forza espressiva e minimo impatto ambientale, riscattando l’immagine di un luogo in decadenza. L’ultima menzione viene assegnata all’arch. Marco Ermentini per il restauro delle coperture della Chiesa di Santa Maria in Bressanoro, il cui punto di forza è la cura costante del manufatto storico al centro della riflessione teorica e degli sforzi applicativi.

Sezione Progetti elaborati come tesi di laurea

Sara Susi e Alessandra Salciccia, Ex zuccherificio di Avezzano

Numerosi i progetti presentati che hanno come tema il restauro di edifici novecenteschi; tra di essi si è distinto il lavoro dal titolo: Archeologia Industriale in Abruzzo. La conservazione integrata dell’ex-zuccherificio di Avezzano,che si è aggiudicato il primo premio. Questa tesi, realizzata dalle studentesse Sara Susi e Alessandra Salciccia, dell’Università degli Studi di Chieti-Pescara ‘G. D’Annunzio’.

Per approfondirewww.premiorestauro.it

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