L.I.BO Living in Borneo, i vincitori

Sviluppare un edificio residenziale di testata per due penisole della città di Amsterdam secondo le indicazione del masterplan Borneo-Sporenburg elaborato dallo studio West 8. Questa la sfida accolta e vinta da Elena Capodarca e Luca Caroti, vincitori del primo premio al concorso internazionale di idee di architettura “L.I.BO Living in Borneo” indetto da AWR Competition.

I partecipanti dovevano definire un edificio residenziale unifamiliare, in continuità con gli edifici esistenti, che risolvesse il rapporto tra costruito ed elemento naturale. Il nuovo waterfont doveva quindi comporsi di una parte privata, per la nuova abitazione, e di funzioni pubbliche a servizio di tutto il quartiere.

IL PROGETTO VINCITORE

Building Void_ Elena Capodarca, Luca Caroti

Il masterplan dello studio West 8 definisce le linee guida per lo sviluppo delle strade, dei parcheggi e degli spazi privati all’aperto. Il nuovo piano va incontro inoltre ad una nuova domanda di abitazioni unifamiliari: alloggi dotati di ampi spazi privati all’aperto, di aree sicure per il parcheggio e caratterizzati da un’atmosfera di sicurezza e di intimità.

La varietà di tipologie edilizie in blocchi separati e il caratteristico waterfront conferiscono alle penisole un carattere peculiare. Gli alloggi sono concepiti come case basse che si sviluppano intorno ad un patio interno. Il masterplan includeva la necessità di avere il 30-50% di vuoti per ciascuna casa unifamiliare. Gli architetti erano chiamati a sviluppare un’organizzazione spaziale nella quale un piccolo patio doveva servire sia per la penetrazione della luce naturale che come spazio privato all’aperto.

Il patio è espressione di individualità e privacy, ma allo stesso tempo, alcuni di essi sono indirettamente connessi con la strada e con le banchine. All’interno dell’affaccio sull’ampio paesaggio portuale, il patio offre un mondo inaspettatamente intimo. I blocchi scultorei degli edifici, racchiudono, inoltre vuoti collettivi, corti e giardini.

In questo contesto il vuoto diventa un elemento costruttivo che caratterizza ogni singola abitazione, diventa più importante e centrale rispetto della struttura dell’edificio stesso. La proposta progettuale definisce l’edificio residenziale unifamiliare in continuità con gli edifici esistenti, sviluppando una nuova area con funzione di spazio pubblico a servizio dell’intero quartiere.

Le camere sono progettate intorno ad un grande vuoto centrale che attraversa la costruzione verticalmente, connettendo idealmente il cielo e l’acqua, consentendo una migliore distribuzione della luce e della ventilazione naturale. Una biblioteca accompagna l’edificio nel suo sviluppo verticale diventando un arredo ed al contempo un elemento di separazione degli spazi.

A livello dell’acqua vi sono l’area living, la cucina e il soggiorno. Da qui si apre un percorso verso un posto barca al coperto. Al piano superiore, oltre al garage e al deposito per biciclette, un ampio ufficio si affaccia sul Borneo, grazie ad una grande finestra. Ai successivi piani si trovano due ampie camere da letto e spazi di servizio, insieme ad un’area benessere ed una ricreativa. Segue il tetto giardino dotato di pannelli fotovoltaici.

Allo stato attuale, i due piani, quello dell’acqua e quello stradale, sono su differenti livelli. Il progetto propone il loro graduale raccordo. L’idea è smaterializzare la strada e creare superfici di legno riciclato a differenti altezze in modo da consentire il raggiungimento dell’acqua e creare, allo stesso tempo, aree con diverse funzioni senza l’uso di elementi di separazione e mantenendo una totale uniformità progettuale.

I progetti vincitoriwww.awrcompetitions.com

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