Heringer, Juaçaba e Kéré concorrenti allo Schelling Architecture Award

Le realizzazioni di architettura che si concretizzano nei paesi in via di sviluppo aprono a nuove riflessioni. «Ingegno indigeno» è il tema scelto quest’anno per il premio Schelling Architecture che ha le sue tre nomination: Anna Heringer, Carla Juaçaba e Diébédo Francis Kéré. Tre architetti che hanno in comune la creazione di opere profondamente radicate nella tradizione locale. Al centro delle loro realizzazioni: i bisogni umani, le tradizioni costruttive locali e la relazione tra architettura e condizioni climatiche. I loro progetti, solo apparentemente semplici, garantiscono il comfort e il piacere di sostare in luoghi accoglienti. 

L’intento del premio, indetto dalla Fondazione Schelling Architecture, è generare una riflessione su alcuni interrogativi: «Come può un’architettura essere ingegnosa, subito comprensibile ed al contempo soddisfare le necessità umane in maniera accattivante? Come può evolvere una tale architettura basandosi sui materiali da costruzione locali e sui saperi tradizionali? Come si relazionano condizioni climatiche e tradizioni costruttive?». E i progetti dei tre candidati sono adatti a generare un dibattito sui temi indicati.

Alcuni progetti

Il lavoro di Anna Heringer e Carla Juaçaba ha già ricevuto riconoscimenti in Italia. A premiarle è stato l’arcVision Prize Women and Architecture indetto da Italcementi, che ha attribuito a Anna Heringer una menzione nel 2014 e ha premiato come vincitrice Carla Juaçaba nel 2013.

School in Rudrapur (Bangladesh), 2006 with NGO Meti © Heringer, Schelling Architekturstiftung

Tra i progetti più importanti dell’austro-tedesca Anna Heringer vi è la scuola di Rudrapur, in Bangladesh. Una scuola primaria che sorge in una zona caratterizzata dalla povertà e dalla mancanza di infrastrutture. L’idea di base è la creazione di una luogo che infonda agli allievi fiducia in se stessi e insegni ad essere indipendenti in modo da rafforzarne il senso di identità. Come rilevato dalla giuria del premio Aga Khan, ciò che emerge è una profonda conoscenza dei materiali locali e «una sentita connessione con la comunità locale». I metodi costruttivi tradizionali sono impiegati per costruire un’architettura gioiosa, spazi pieni di luce ed informali per i bambini. Argilla e paglia e bambù sono i materiali costitutivi di un edificio low budget che però risolve problemi concreti ed è facilmente replicabile.

House “Varanda” in Rio de Janeiro (Brasil), 2007 © Carla Juaçaba, Schelling Architekturstiftung

Carla Juaçaba è un giovane architetto di Rio de Janeiro. Tra le sue opere, la casa Varanda, una abitazione con struttura in acciaio eretta in soli quindici giorni. Contornata da pareti di vetro, la casa fu costruita per il nipote dell’architetto Sergio Bernardes e per un artista colombiano. Obiettivo principale del progetto: conservare tutti gli alberi presenti nel sito.

Teacher‘s Housing, Gando (Burkina Faso), 2004 © Erik Jan Ouwerkerk, Schelling Architekturstiftung

Diébédo Francis Kéré, pluripremiato, è nato in Burkina Faso ed ha studiato in Germania. E’ un grande esperto nello sviluppo delle tecniche costruttive in argilla e nella conservazione delle costruzioni tradizionali. Ha concentrato la sua attenzione sullo sviluppo delle tecniche locali. A Gando, sua città natale, ha realizzato delle abitazioni per insegnanti. Disposte nei pressi del complesso scolastico, le case sono state progettate per attirare docenti verso la campagna, e anche per promuovere l’uso della terra come materiale da costruzione sostenibile e durevole.

Le case sono state realizzate come una serie di moduli adattabili, ciascuno di dimensioni paragonabili alle tradizionali capanne rotonde molto diffuse nella regione. La semplicità del design e la riduzione al minimo dei materiali da acquistare rende il sistema facilmente replicabile dagli abitanti del villaggio. Per proteggere l’edificio dall’umidità di risalita, le mura in mattoni crudi, spesse ben 40 centimetri, poggiano su uno strato costituito da cemento e pietre di granito.

La giuria del premio voterà il vincitore il 12 novembre al Karlsruhe Institute of Technology, in una giornata a cui parteciperanno anche i tre concorrenti, che illustreranno i loro lavori in una breve presentazione. 

Fondata nel 1992 a Karlsruhe da Trude Schelling-Karrer e Heinrich Klotz, la Fondazione Schelling Architecture è una fondazione culturale indipendente che assegna i suoi premi ogni due anni nel mese di novembre. Un comitato di selezione, a rotazione, sceglie candidati e vincitori. Il comitato per il 2014 è composto da: Peter Cachola-Schmal, Christiane Fath, Louisa Hutton, Dietmar Steiner, Wilfried Wang, Ludwig Wappner. Ospite: Helga Kusolitsch. Si unirà alla giuria per decretare il vincitore, lo scrittore e critico Juhani Pallasmaa, vincitore quest’anno dello Schelling Architecture Theory Prize.

web schelling-architekturpreis.org

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