Parco Centrale di Prato: il team capitanato da Paolo Brescia si aggiudica la realizzazione

La giuria internazionale, presieduta dall’architetto Bernard Tschumi, si è riunita il 1° ottobre per esaminare le proposte relative al concorso di progettazione a procedura ristretta per la realizzazione del nuovo parco di tre ettari nel centro storico cittadino il Parco Centrale di Prato, individuando il vincitore all’unanimità.

Si tratta del team composto da OBR Paolo Brescia e Tommaso Principi con Michel Desvigne Paysagiste al quale sarà affidato l’incarico della redazione del progetto definitivo ed esecutivo per il nuovo Parco Centrale di Prato.

Sono state 230 le candidature provenienti da tutto il mondo, 10 i gruppi di progettisti selezionati a partecipare alla fase progettuale.

La proposta vincitrice del concorso Parco Centrale di Prato

Paolo Brescia (OBR Paolo Brescia e Tommaso Principi) – capogruppo
Michel Desvigne (Michel Desvigne Paysagiste) Alberto Romeo (Intertecno) con Tommaso Principi (OBR Paolo Brescia e Tommaso Principi), Elisa Siffredi (OBR Paolo Brescia e Tommaso Principi), Enrico Ferraris (Michel Desvigne Paysagiste), Massimiliano Marzo (Intertecno)

Il progetto parte dalla morfologia della città di Prato, dalla regolarità della griglia ortogonale segnata da cardo e decumano che, dal centro storico alle zone industriali, è strettamente legata al paesaggio. 

In un contesto in cui un tessuto urbano denso ma ordinato e armonioso fa da protagonista, i tre ettari definiti dalla cinta muraria non potevano essere un vuoto. Al contrario, il progetto cerca di delineare uno spazio che si inserisce perfettamente nell’assetto della città. 

L’idea del parco trae spunto dalla cartografia di Prato, dai suoi ritmi e dai motivi geometrici, sulla base dei quali la città è organizzata, che diventano matrice per la conformazione del nuovo spazio verde. In questo modo è la città stessa a suggerire l’alternanza geometrica delle superfici minerali e di quelle vegetali, mentre le siepi scandiscono il ritmo di questo rigoroso e armonioso schema. 

Il disegno si sovrappone agli alberi, molti dei quali già presenti nell’area, con le sue forme derivanti da quelle urbane originarie ma tendenti verso l’astrazione. È cosi che il progetto esalta le origini della città di Prato e della tradizione dei giardini all’italiana rinascimentali, ma ne reinterpreta il linguaggio in chiave contemporanea e astratta. 

La sua posizione, a ridosso delle mura medievali, conferisce al parco un importantissimo ruolo di porta d’ingresso attraverso il quale i visitatori possono inoltrarsi nel centro storico. 

Il progetto intende collegare il parco di Prato con l’arte contemporanea che anima la città, come dimostra la scelta di abbracciare il padiglione dell’Art Center e l’installazione di sculture contemporanee che fanno del giardino un luogo per l’arte a cielo aperto. 

Anche la vegetazione, accuratamente selezionata sulla base delle caratteristiche botaniche, prima di tutto, ma anche delle qualità estetiche e cromatiche, si eleva a vera e propria collezione di opere artistiche.

Inserimento urbanistico

L’area di progetto, oggi, è un “vuoto” all’interno delle mura storiche, caratterizzato, fino agli anni 60, dagli orti dello “spedale”. Riportando la vegetazione sul terreno una volta occupato dagli orti vuol dire ricreare delle connessioni profonde con l’identità storica della città e dei cittadini. A partire da questo principio, ma creando nuovi orientamenti e prospettive per il futuro, il progetto vuole prosi come un grande attrattore dei flussi pedonali cittadini e turistici.

L’idea del team vincente si basa su tre elementi, le mura storiche, il giardino e il padiglione, affiancati ai caratteri tipici dei parchi toscani tradizionali, costantemente reinterpretati nel progetto in chiave contemporanea. 

Il parco

Il parco è caratterizzato da una composizione vegetale e minerale elaborata a partire dall’interpretazione plastica di una cartografia particolare, in cui la vegetazione e i fabbricati si susseguono e trovano la loro immagine speculare, decriptata, sovrapposta ed elaborata, nell’organizzazione spaziale delineata nel progetto.

Gli elementi minerali vengono affiancati e abbracciati dalle siepi, dai rampicanti fioriti, come il glicine e il falso gelsomino, che si arrampicano sulle mura. Gli alberi esistenti, tra cui pini e cedri, sono lasciati nella loro posizione originaria e si inseriscono tra le siepi. Un grande bacino d’acqua raccolto in una vasca metallica poco profonda fiancheggia l’antico muro in pietra, dialogando con il manufatto storico ma affermando il proprio carattere contemporaneo.

Il padiglione

Nel sistema minerale-vegetale del parco si inserisce il padiglione, pensato come centro dedicato alle energie creative di Prato, un Art Center in cui gli artisti potranno condividere esperienze, idee e originalità. 

Al suo interno saranno raccolte una serie di funzioni aperte alle esigenze e alle richieste di abitanti e turisti, come il bar-caffetteria, il ristorante, gli atelier e i laboratori per i giovani artisti, le sale espositive e le sale per eventi.

Il fabbricato trova posto nell’area nord e si sviluppa parallelamente alle mura antiche.

La facciata trasparente si apre verso il parco, sottolineando la ricerca di uno spazio permeabile tra interno ed esterno e dissolvendo il limite tra architettura e natura. La vegetazione, in continuità con la quota interna del padiglione, entra a far parte del paesaggio visivo interno dell’edificio. Nonostante l’assenza di superfici opache sui tre lati che si affacciano verso il parco, il padiglione è sempre ombreggiato e protetto da una grande copertura aggettante sulla quale sarà realizzato un giardino pensile praticabile, naturale estensione del parco stesso.

LE MOTIVAZIONI DELLA GIURIA

Bernard Tschumi
: “Il progetto è notevole nel senso che interpreta e celebra la storia di Prato e delle sue mura medievali. Allo stesso tempo esso guarda al futuro, allo sviluppo della città e alle sue diverse popolazioni”

Michelle Provoost: “È un progetto forte e poetico che offre alla comunità uno spazio verde e una strategia di sviluppo per l’area come luogo che serva ai cittadini e attragga, al tempo stesso, visitatori dall’esterno”.

Sébastien Marot: “Abbiamo selezionato questo progetto perché guarda al sito in profondità anziché in ampiezza. Esso sviluppa una strategia di stratificazione che si oppone all’aggiunta di elementi sul piano orizzontale. Così facendo, il progetto promuove la presenza di elementi sorprendenti già presenti nell’area, come le mura medievali, gli alberi, la griglia”.

Roberto Zancan: “Un progetto chiaro, moderno e tradizionale che consente alle arti di espandersi nel paesaggio e il paesaggio nella città”.

Relazione tecnica progetto vincitore

Parco Centrale di Prato – I progetti finalisti del concorso

SECONDO CLASSIFICATO

Ferdinand Ludwig (Baubotanik) – capogruppo
Daniel Schönle Markus Allman (Allmann Sattler Wappner) Carlo Scoccianti con Lukasz Lendzinski (Umschichten), Peter Weigand, Sergio Sanna, Bernhard Scharf (green4cities)

TERZI A PARI MERITO

Benedetta Tagliabue (EMBT | Enric Miralles – Benedetta Tagliabue) – capogruppo
Matteo Francesco Ruta (Politecnico di Milano, Dipartimento ABC), Gabriele Masera (Politecnico di Milano, Dipartimento ABC)

Emanuele Barili – capogruppo
Alejandro Aravena (Elemental) Gonzalo Arteaga Rozas (Elemental) Cosimo Balestri Teresa Moller (Teresa Moller Landscape Studio) con Olivia Gori, Mattia Di Carlo, Knut Stockhusen

QUARTI A PARI MERITO

Rients Dijkstra (Maxwan Architects + Urbanists) – capogruppo 
Franca Maria Luisa Neonato (PN STUDIO)

Massimo Alvisi (Alvisi Kirimoto) – capogruppo
Petra Blaisse (Inside Outside) Maurizio Milan (Milan Ingegneria) Alessio Montanari con Giampiero Aresi, Aniello Camarca, Eloisa Susanna

Martino Tattara (Dogma) – capogruppo
Pier Vittorio Aureli (Dogma) Luciano Aletta (Dogma) Paolo Rigoni (StudioSilva) Marco Sassatelli (StudioSilva) con Elia Zenghelis

QUINTI A PARI MERITO

Dominique Jakob (Jakob + MacFarlane Architects) – capogruppo
Pablo Georgieff (Coloco) Laura Gatti con Francesca Borrelli

Roberto Pasini (AUS pasini ranieri) – capogruppo
Kongjian Yu (Turenscape) Giovanni Grappeggia (Studio Verde) Marco Francia, Deris Ortali (Eltec) Andrea Ranieri (AUS pasini ranieri) Matteo Giulianelli

Dan Dorell (Dorell.Ghotmeh.Tane/Architects) – capogruppo
Lina Ghotmeh (Dorell.Ghotmeh.Tane/Architects) Tsuyoshi Tane (Dorell.Ghotmeh.Tane/Architects) Franck Boutté (Franck Boutté Consultants) Klaas De Rycke (Bollinger + Grohmann) Simone Murr (Bollinger + Grohmann) Laure Vandeputte (Bollinger + Grohmann) Gabriel Auger (Bollinger + Grohmann) con Marco Tosato, Leonardo Oprandi

Per maggiori informazioni sui progetti finalisti visitare il sito ufficiale del concorso www.ilparcocentralediprato.it.

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