Lo studio milanese Laboratorio Permanente presenta il miglior progetto per Stephenson 86

La Giuria del concorso di idee Progetta Stephenson 86, tra i cui membri spicca il nome di Mario Cucinella, ha trovato il suo vincitore direttamente “in casa”. Ad aggiudicarsi il primo premio, infatti, è stato lo studio milanese Laboratorio Permanente, fondato dagli architetti Nicola Russi e Angelica Sylos Labini, con il progetto Urban Corner.

La competizione, promossa da Liuni SpA per conto di Alinvest, aveva l’obiettivo di raccogliere idee valide per sostituire la costruzione attualmente presente in via G. Stephenson 86 a Milano con un edificio per uffici direzionali di pregio, così da attrarre acquirenti e affittuari e migliorare la qualità architettonica dell’area.

Urban Corner

Il progetto riguarda un’ex area industriale situata alla periferia di Milano, al centro di un sistema metropolitano fatto di intense connessioni. In questo contesto il nuovo edificio rappresenta un’opportunità di reinterpretazione del rapporto tra architettura e città.

Il distretto Stephenson è in gran parte caratterizzato dalla presenza di edifici introversi, rigidamente definiti da confini e recinzioni. L’idea di Laboratorio Permanente, al contrario, sfrutta le peculiarità specifiche del sito, che vengono interpretate come risorse piuttosto che come debolezze. Ne deriva un edificio che funziona da grande e luminoso fanale, fatto di trasparenze capaci di stabilire un rapporto di continuità tra spazi interni ed esteri. La posizione centrale dell’area oggetto di intervento rappresenta una grande opportunità per ripensare uno spazio pubblico più forte, in grado di ricucire le discontinuità esistenti e di diventare un punto di raccolta di nuove attività sociali.

In un quartiere dove prevalgono gli edifici verticali, la scelta progettuale di inserire un volume piatto dà maggiore visibilità all’architettura che, con la sua orizzontalità, riesce a contrastare con lo sfondo. La ricerca di uno sviluppo orizzontale deriva dalla volontà di rappresentare una super-infrastruttura capace di inserirsi in maniera perfettamente armonica nel contesto ambientale e sociale dell’area, offrendo nuovi spazi pubblici vivibili dall’intero distretto. 

Un podio minerale interseca l’architettura costruita e si insinua nell’edificio portando lo spazio pubblico all’interno e avvicinando gli ambienti di lavoro attraverso un sistema di terrazze collettive che diventano luoghi di aggregazione.

L’organizzazione degli spazi interni è stata progettata per garantire la massima flessibilità: gli ambienti di lavoro interagiscono con quelli collettivi creando una complessa composizione di aree formali e informali. La distribuzione è articolata intorno a un corridoio centrale, attraverso il quale si raggiungono la caffetteria, al piano superiore, e la sala polifunzionale, al piano terra, oltre agli spazi di lavoro. Gli uffici possono essere riconfigurati a seconda delle esigenze e delle tipologie. 

Una griglia strutturale estremamente semplice garantisce la flessibilità del layout, reinterprentando l’architettura razionalista milanese in chiave contemporanea e rendendosi perfetta per qualsiasi tipo di inquilino. 

L’intersezione dell’edificio lungo 100 metri con un volume verde trasversale forma un nuovo angolo urbano per il quartiere e per l’intera città.

Laboratorio Permanente

Laboratorio Permanente è stato fondato nel 2008 da Nicola Russi e Angelica Sylos Labini. Lo studio ha sede a Milano, ma si è occupato e si occupa di progetti in tutto il mondo. Il lavoro di Laboratorio Permanente si basa sull’integrazione di innovazione ed espressione contemporanea con una profonda conoscenza della storia e del contesto. 

Lo studio ha preso parte a numerose competizioni internazionali e, nel 2012, ha vinto la Menzione d’Onore per la Medeglia d’Oro dell’Architettura Italiana.

I fondatori Russi e Sylos Labini si avvalgono della collaborazione di un team composto dagli architetti Luca Cozzani, Marco Di Forenza, Alessandro Zanoletti, Francesca Lina Pincella, Meryl Cortes.

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