#OpenTaranto. Le migliori proposte che trasformano la Città Vecchia

Sono stati resi noti, lo scorso 24 gennaio, i nomi dei vincitori del concorso di idee #OpenTaranto, con il quale Invitalia voleva individuare vision tali da valorizzare la Città Vecchia, nella sua centralità fisica e geografica, nella sua stratificazione storica e nella sua relazione con il mare.

Tutte le proposte presentate, anche quelle che non rientrano nella rosa dei vincitori, hanno centrato l’obiettivo di rivitalizzazione della Città, offrendo idee e prospettive caratterizzate da forte energia innovativa. Il concorso, infatti, contribuirà ad arricchire il patrimonio da cui poter trarre suggerimenti per il futuro di Taranto. Invitalia ha espresso l’intenzione di raccogliere tutte le proposte ricevute e di esporle in una mostra, che dovrebbe svolgersi nel mese di marzo, accompagnata da un convegno di presentazione dei progetti.

Il team che, a parere della Giuria, ha presentato la proposta migliore è stato Mate Società Cooperativa. Al secondo posto, invece, si è collocato lo studio Stefano Boeri Architetti SRL, seguito da S.B. Arch-Studio Bargone Architetti Associati, terzo classificato. 

Sono state assegnate le Menzioni a Mario Cucinella Architects SRL e Ove Arup&Partners International Limited.

1° posto | Mate Società Cooperativa

www.mateng.it

Francesco NIGRO, Paola Eugenia FALINI, Jose Maria EZQUIAGA DOMÍNGUEZ, SPSK – Studio di Architettura e Ingegneria, Maria Cristina PETRALLA, Daniele FREDIANI

La proposta vincitrice pone al centro la valorizzazione del patrimonio culturale, sociale, ambientale e storico e ipotizza la ricostruzione di una cultura di cittadinanza capace di riportare la società a riconoscersi nelle proprie radici.

La valorizzazione del patrimonio culturale farà parte della strategia di rigenerazione urbana proposta per il miglioramento della vivibilità nell’intera città, nel pieno rispetto dell’identità di tutti, declinando nei vari livelli e nei vari ambiti di intervento le tre parole chiave che individuano altrettante priorità strategiche e morali per la rinascita di Taranto: Ambiente, Qualità della vita e Salute.

Il progetto vuole riqualificare profondamente la Città Vecchia così da farla diventare strumento di riconnessione di elementi straordinari per qualificazione e dimensione di impatto, ricostruendo una trama di legami che ha nella zona più antica di Taranto la sua matrice. I legami a cui si fa riferimento sono quelli tra elementi di cittadinanza, oggi sconosciuti, e parti di città che si affacciano sui due mari senza avere alcuna corrispondenza. L’obiettivo è quello di ricostruire #legami_ordinari tra i sistemi presenti sul territorio e quello che rimane della Città Antica ed è un passaggio fondamentale per evitare la conservazione passiva, la musealizzazione e la gentrificazione priva di regole e per promuovere modelli di sviluppo economico e di turismo sostenibile. In questo modo si potrà costruire un modello da contrapporre alla deindustrializzazione, diventata ormai inevitabile, che rischia di trasformare Taranto, città ricca e vitale, in un vero e proprio deserto.

2° posto | Stefano Boeri Architetti SRL

www.stefanoboeriarchitetti.net

Stefano Boeri Architetti SRL, Consorzio UNING Soc. Cons. a R. L., Giuseppe Armando Gagliardi, Sergio Carcia, Antonio Pompeo Pio De Santis, Carmine Chiarelli, Chiara Sasso, Fabio Fusco, Pietro Laureano, Antonio Monte, Alessandro Cariello, Luigi Falbo,  Rossella Ferorelli, Andrea Paone, Antonella Berardi.

Taranto è un collage che rende la Città Vecchia un cuore profondamente frammentato. Esattamente come la sua Cattedrale, è un mosaico spazio/temporale di epoche e progetti, composto da eredità elleniche, architetture del Medioevo, palazzi rinascimentali, case di pescatori, borghi commerciali, chiese barocche, banchine e aggiunte novecentesche. La Città Vecchia è un palinsesto di opere e di architettura, sovrapposte nel tempo su un piccolo lembo di terra, è un mosaico vivente, proprio come le cento città costiere del Mediterraneo, percorse dalla vita di uomini e donne, dalle barche e dalle navi, invase dal vento e dal sole. 

Il visibile sgretolamento fisico dell’isola si accompagna allo sfaldamento della comunità che la occupa e, a partire da questo presupposto, lo studio Stefano Boeri Architetti ha elaborato un’idea progettuale che mira alla costruzione di una nuova comunità, capace di raccogliere la sfida di rendere reversibile un fenomeno che minaccia l’identità dell’intera città.

La proposta prevede una serie di interventi fisici e immateriali atti a migliorare trasversalmente la qualità della vita, i mezzi e le occasioni per la crescita del capitale sociale e relazionale. Riabilitare Taranto, per il team, significa descrivere una nuova forma spaziale e sociale dell’abitare, che vede lo spazio pubblico asse portante della trasformazione, definendo una maggiore permeabilità e accessibilità all’interno e all’esterno dell’isola e costruendo un legame troppo spesso negato con il mare.

Le Mura sul Mar Grande diventano una straordinaria passeggiata panoramica accompagnata da spazi per la cultura e per la sosta e rapide incursioni verticali verso le piattaforme galleggianti sul mare. Le banchine sul Mar Piccolo, invece, si trasformano in approdi per pescatori del nuovo Mercato del Pesce, per gli studenti delle Università, per gli abitanti del rinnovato quartiere di Arca Ionica, per i turisti e per i visitatori. 

Il percorso che attraversa longitudinamente il centro storico, dal Castello Aragonese a piazza Fontana, viene rigenerato attraverso un sistema di illuminazione a mosaico che unirà spazi della cultura e dell’insegnamento. Il progetto vuole incrementare le aree dedicate alla pesca, alla mitilicoltura, alla ricerca sulla biologia marina, all’artigianato e alla gastronomia. Propone, inoltre, un sistema di isole galleggianti che, oltre a depurare le acque, rappresentano una nuova superficie verde nel cuore del Mar Piccolo. 

Lo studio Boeri mette Taranto al centro della politica e della cultura italiana, mediterranea ed europea, ponendosi la sfida di passare da una monocultura produttiva industriale a un territorio che riscopre e rilancia le sue antiche risorse. Taranto diventa esempio da seguire per un’ampia porzione di territori italiani e mediterranei. Il progetto vuole suggerire processi di trasformazione a partire da tre grandi politiche di rigenerazione urbana: le politiche per riabitare il Borgo Antico riqualificando i suoi quartieri; le politiche per riattivare le reti dell’ospitalità e del turismo consapevole; le politiche per innestare nella Città Vecchia una rete di attività imprenditoriali innovative. 

3° posto | S.B. Arch-Studio Bargone Architetti Associati

i progettisti:

studio bargone architetti associati, Camillo Nucci, B5 s.r.l. engineering, Neostudio architetti associati, Sintagma s.r.l., 3ti progetti italia S.p.A., Fernando Russo, Riccardo Russo, Ferdinando Mazza, Giuseppe Francone, Davide Scrofani

La strategia generale proposta dal team classificatosi al terzo posto è definita a farfalla. Il corpo coincide con la Città Vecchia, oggetto di intervento, mentre il Mar Grande e il Mar Piccolo sono le due grandi ali. Il simbolo della farfalla è una metafora dei passaggi e delle successive trasformazioni che riporteranno idealmente il centro storico a “volare”.

Per il Mar Grande si ipotizza uno sviluppo che riprende le forme di un’oasi naturalistica e biologica, per il Mar Piccolo si immagina la bonifica e la ri-naturalizzazione della costa, per ricomporre il paesaggio naturale in armonia con le matrici ambientali che lo caratterizzano. 

La Città Vecchia viene rivitalizzata a partire dalla dorsale longitudinale identificata con l’asse di via Duomo, alla quale si sovrappone un sistema trasversale che ne assicura la riconnessione con i mari, prolungandosi nel Mar Piccolo attraverso nuovi moli, estensioni del parco lineare. L’isola, interamente ri-urbanizzata e pedonalizzata, subisce una riqualificazione dei tessuti, operati per restauro e risanamento ambientale, e una rifunzionalizzazione del patrimonio edilizio esistente attraverso l’insediamento di attrattive sedi istituzionali, culturali, artigianali, creative e ricettive.

Sul waterfront del Mar Grande la riqualificazione del molo Sant’Egidio, la passeggiata di ringhiera, il faro, il Museo dell’Uomo e del Lavoro prefigurano il futuro protendersi della Città Antica verso la parte contemporanea, ricomponendo la complessa stratigrafia di Taranto.

 

Il progetto propone una rigenerazione diffusa e integrata che coinvolge la scala territoriale, il Mar Grande e la Città Vecchia, senza dimenticare il ridisegno dello spazio urbano contemporaneo. Il lavoro è complesso, ma capace di risvegliare l’identità condivisa di Taranto e del suo futuro, puntando a un modello evoluto di città, a un luogo urbano rinnovato e a una sintesi di tradizione e innovazione. 

Menzioni

Mario Cucinella Architects SRL

Ove Arup&Partners International Limited

Per maggiori informazioni visitare www.opentaranto.invitalia.it.

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