Skyscraper Competition, i vincitori

Il magazine Evolo di N.Y. annuncia i vincitori dell’edizione 2014 del concorso Skyscraper Competition. Il Premio è stato istituito nel 2006 per immaginare il futuro delle architetture verticali attraverso l’uso innovativo di materiali, tecnologie, dell’estetica e mediante inedite organizzazioni spaziali.

525 i progetti ricevuti da 43 paesi di ogni continente. La giuria, composta da esponenti del settore dell’architettura e del design, ha scelto 3 vincitori ed assegnato 20 menzioni d’onore.

Il primo posto è stato assegnato a Yong Ju Lee dagli Stati Uniti per il suo progetto “Vernacular Versatility”. La proposta reinterpreta l’architettura tradizionale coreana in un contemporaneo grattacielo. Il secondo posto è andato a Mark Talbot e Daniel Markiewic dagli Stati Uniti che hanno presentato il progetto “Car and Shell: or Marinetti’s Monster” con il quale hanno immaginato una città nel cielo di Detroit. Al terzo posto, dal Canada, YuHao Liu e Rui Wu con il progetto “Propagate Skyscraper”: una ricerca sulla cattura dell’anidride carbonica.

I vincitori

Yong Ju Lee (Stati Uniti) – progetto “Vernacular Versatility”

Hanok è il nome usato per descrivere la casa tradizionale coreana. Una Hanok è definita da un sistema strutturale di legno a vista e da un tetto in tegole. La curvatura del tetto viene regolata in base all’apporto di luce solare che si intende far entrare all’interno della costruzione, mentre l’elemento strutturale di base è una connessione chiamata Gagu, caratteristica dell’architettura coreana e che non ha bisogno di alcun ulteriore elemento di fissaggio, come ad esempio i chiodi. Questo sistema è stato sviluppato tradizionalmente per abitazioni ad un unico piano, nel progetto si immagina di applicarlo anche alla costruzione di edifici a sviluppo verticale: una «versatilità vernacolare» che può aprire a nuove possibilità.

Mark Talbot e Daniel Markiewic (Stati Uniti) – progetto “Car and Shell: or Marinetti’s Monster” 

«Car and Shell» è una città nel cielo di Detroit, concepita come un quartiere verticale dotato di aree ricreative e commerciali e di un intreccio tra le strade, i percorsi pedonali e la struttura, in modo da formare un tessuto urbano a sviluppo verticale.

YuHao Liu e Rui Wu (Canada) – progetto “Propagate Skyscraper”

Il progetto prende spunto dalle pratiche per la cattura e lo stoccaggio di anidride carbonica, una strategia impiegata per far fronte alla crescente concentrazione in atmosfera di gas serra. La proposta va oltre i metodi consueti impiegati in questo tipo di pratiche e fa leva sull’utilizzo di materiali innovativi, sfruttando le più recenti ricerche incentrate su metodi di cattura che sfruttano le proprietà di resine speciali e processi materiali per trasformare l’anidride carbonica in materiale da costruzione solido. 

I progettisti hanno quindi immaginato un grattacielo fatto di materiale in grado di assimilare l’anidride carbonica e al contempo di auto-generarsi. Ne deriva un grattacielo in grado di crescere secondo un andamento definito da fattori ambientali, tra cui il vento.

La giuria

Wiel Arets [direttore di Wiel Arets Architects, decano dell’Illinois Institute of Technology’s College of Architecture], John Beckmann [direttore Axis Mundi], Michael Hensel [direttore di AKNW + NAL, professore alla Oslo School of Architecture], Lisa Iwamoto [direttore di IwamotoScott Architecture, prof. alla University of California Berkeley], Kas Oosterhuis [direttore della Oosterhuis-Lénárd, prof. alla Delft University of Technology], Derek Pirozzi [progettista alla Oppenheim Architecture + Design, vincitore della edizione 2013 di eVolo Skyscraper Competition], Tom Price [direttore della Tom Price], Fernando Romero [direttore FR-EE], Craig Scott [direttore della IwamotoScott Architecture, professore al California College of the Arts], Carol Willis [direttore del Skyscraper Museum, professore alla Columbia University], e Dan Wood [direttore Work Architecture Company, e professore alla Yale University].

web www.evolo.us

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