Un parcheggio per motorini alla stazione Termini

Progettare un edificio nella piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, per la sosta di motocicli e biciclette: è questo il tema con cui si sono confrontati i partecipanti al concorso di progettazione Motorino check point lanciato dalla piattaforma spagnola Archmedium

L’edificio si inserisce in un programma immaginato per dare soluzione al problema della sosta dei veicoli su due ruote ed è pensato dagli organizzatori della competizione come parte di una rete di parcheggi gratuiti e di stazioni del tipo «park & ride» nei punti di connessione con il trasporto pubblico. All’interno dell’edificio-parcheggio, i concorrenti dovevano prevedere anche servizi di lavaggio, un’officina di riparazione e un centro per l’educazione stradale.

Il concorso era diviso in due categorie: studenti e giovani architetti, giudicati da una giuria composta dall’architetto Carme Pinós, da Xavier Ros Majó fondatore dello studio H Arquitectes, dall’architetto Lola Domenech, dal direttore de El Croquis Fernando Márquez, e da Nuria Salvadó, professoressa alla scuola di architettura di Reus.

I vincitori

Categoria studenti

Javier Gavín Balda e Laura Florentín Aragón, Universidad de Zaragoza

La giuria ha apprezzato la scala del progetto, giudicata appropriata al sito. «Il progetto è coerente con il contesto della piazza della stazione Termini – scrive la giuria – e le funzioni sono organizzate su piattaforme successive, collocate a diverse altezze, disegnando una sezione variabile che si adegua al programma funzionale e all’intorno». Grazie alla sua leggerezza, la struttura è permeabile e permette di essere attraversata dallo sguardo secondo diverse direzioni prospettiche.

Filip Romic e Kresimir Romic, University of Zagreb – Faculty of Architecture

Secondo la giuria: «La nuova infrastruttura affronta il problema posto dal bando con forza». Il progetto nasce dall’aggregazione di uno stesso modulo, creando un sistema che genera ombra per il piano sottostante ed allo stesso tempo ridisegna il contesto. La giuria ha apprezzato del progetto anche il senso della misura che si cela dietro al complesso progettuale.

Jerónimo Haug e Lennart Schütz, KIT Karlsruhe Institute of Technology

«La proposta – secondo la giuria – dà vita ad un landmark elegante e potente». L’area di parcheggio è concepita secondo uno sviluppo verticale, come se fosse una scultura. La struttura è molto leggera e, illuminata durante la notte, assomiglia quasi ad un grafico luminoso.

Categoria giovani architetti 

Larissa Elschen, TU Darmstadt

La giuria ha apprezzato lo sviluppo della proposta progettuale e la cura prestata nell’inserimento urbano. Si tratta di un cilindro che, appoggiato nella piazza, assicura un impatto minimo con il contesto. «Un bell’oggetto – afferma la giuria – con un un buon rapporto di scala e senso della misura. L’intervento recupera il verde esistente e lo incorpora all’interno del progetto».

web archmedium.com

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