Memoriale per le vittime del volo MH17: i progetti vincitori

Il team statunitense, primo classificato, propone 298 sedie solitarie a ricordare le altrettante vite perse

È di un team degli Stati Uniti il miglior progetto per un memoriale dedicato alla tragedia che si è consumata lo scorso 17 luglio nei cieli dell’Ucraina, quando un aereo della Malaysia Airlines, che faceva rotta tra Amsterdam e Kuala Lumpur, fu abbattuto. Ad invitare giovani architetti e studenti ad esplorare possibili idee per preservare il ricordo era stata la piattaforma Matterbetter, lanciando un concorso internazionale di idee. La richiesta: progettare un memoriale all’interno di un’isola artificiale da collocare nelle acque dell’IJmeer ad Amsterdam.

Ben 293 le proposte ricevute e tre i team vincitori scelti da una giuria composta da architetti, professori universitari e artisti. Al primo posto William Smith e Hiroshi Kanek dagli Stati Uniti. Sul secondo gradino del podio: Meaghan Hunter, Kristen Struthers e Danielle Loeb dal Canada. A seguire Fabian Tolosa, Ariel Perea e Ignacio Pereyra dal Regno Unito e dall’Argentina.

In giuria: Tom Verebes (HK), direttore della AA Summer School e professore alla Hong Kong University; Erik Schuldenfrei (US), socio fondatore di Eskyiu, Assoc. AIA; Wim de Wagt (NL), storico dell’arte e critico di architettura; Cristina Cassandra Murphy (US), titolare di Xcoop, ex OMA; Julie Beckman (US), socia di Kbas; Juliano Monteiro (BR), titolare di Juliano Monteiro Studio; Christopher Pommer (CA), socio di Plant; Sergio Ekerman (BR), titolare di Sergio Ekerman Studio; Daria Polozkova (NL/RU), fondatrice di The Art Globe e art-director di Mir-Expo.

PRIMO POSTO

William Smith e Hiroshi Kanek dagli Stati Uniti

L’acqua è protagonista nel progetto vincitore insieme a file solitarie di sedie, a ricordare che delle vite sono perse per sempre. «Questa proposta comunica un messaggio rassicurante: siamo giunti alla consapevolezza di aver perso per sempre qualcosa di importante. Come possiamo costruire la speranza? Come si può stimolare la ricerca di compassione?» è quanto coglie Cassandra Murphy, membro della giuria, che continua: «Le sedie allineate lasciano senza respiro; l’immagine riporta agli interni del volo MH17, e ci fa sentire la disperazione di chi vi era bloccato in quel momento. Il progetto consente di provare dolore in maniera solitaria in mezzo all’acqua. E, con la stessa intensità, il dolore diventa un’esperienza condivisa quando ci si reca ad occupare una delle 298 sedie vuote del memoriale».

SECONDO POSTO

Meaghan Hunter, Kristen Struthers e Danielle Loeb dal Canada

I tre progettisti immaginano dei segmenti di terra ricoperti di alberi che, come le lancette di un orologio, scandiscono il passare del tempo. I segmenti sono infatti in movimento: si allontanano l’uno dall’altro assumendo una configurazione che varia con il passare dei mesi, fino ad arrivare a luglio, quando i lembi di terreno si ricompattano chiudendo la vista verso la città e favorendo così la riflessione ed il raccoglimento dei visitatori.

«Trasformandosi nel corso dell’anno, il memoriale sperimenta la catastrofe in maniera ciclica. Dare risalto al mese del disastro aggiunge enfasi per coloro che vogliono ricordarlo. Il memoriale segna gli anni portati via alla vita degli individui» afferma Eric Schuldenfrei, membro della giuria. «Viene stabilito un tempo preciso per la riflessione», aggiunge.

TERZO POSTO

Fabian Tolosa, Ariel Perea e Ignacio Pereyra dal Regno Unito e dall’Argentina

Tre gli elementi del progetto: un percorso a zigzag che attraversa l’acqua, una costruzione scatolare e 298 luci. Al calare del buio le luci si accendono come fossero una costellazione, mentre «solenne e silenzioso» il volume scuro sembra sparire commemorando coloro che non ci sono più. Spiegano i progettisti.

«Questa proposta non parla solo attraverso il linguaggio architettonico per celebrare la memoria dell’evento. L’uso misurato e astratto della luce, insieme all’elemento centrale di architettura minimalista, rende il progetto degno di nota, elegante e moderato», afferma Tom Verebes. «La proposta progettuale fa così tanto con così poco e la sequenza di spazi è molto convincente» aggiunge Eric Schuldenfrei.

web matterbetter.com

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