Premiati i vincitori del Premio Hassan Fathy

In occasione dell’evento formativo La problematica impiantistica nella conservazione e tutela del patrimonio storico. Aspetti architettonici, formativi, normativi e imprenditoriali, sono stati premiati, presso la Casa dell’Architettura di Roma, i vincitori del Premio Hassan Fathy, bandito dall’Ordine degli Architetti e dalla Provincia Dipartimento dei Beni Culturali.

Ancora una volta il premio ha incassato un enorme successo grazie alla qualità dei progetti pervenuti e alla capacità di mettere a sistema il mondo accademico, quello della ricerca, quello istituzionale, quello imprenditoriale e la società civile su un argomento, apparentemente elitario, ma fortemente determinante nella qualità della vita dei cittadini e della conservazione del Patrimonio.

La Giuria del Premio si era riunita il 3 febbraio scorso, individuando il vincitore, il team capitanato dall’architetto Giuseppe Losurdo – Studio Amati Architetti, che ha ricevuto formalmente il primo premio durante l’evento. La commissione ha deciso, inoltre, di menzionare un altro intervento, quell del gruppo coordinato da Carolina De Camillis.

Primo posto: British School at Rome | Architetto Losurdo Giuseppe – Studio Amati Architetti 

Il progetto classificatosi al primo posto è stato considerato meritevole di vittoria per aver proposto, attraverso la progettazione degli impianti, un effettivo miglioramento delle prestazioni di un importante edificio novecentesco, la British School at Rome. Gli autori sono riusciti a rispettare e sfruttare le specifiche caratteristiche architettoniche dell’immobile e, al tempo stesso, a minimizzare la presenza dei necessari impianti. 

Menzione:  Casa di Augusto Architetto | De Camillis Carolina (capogruppo), Fibbi Riccardo, Greco Andrea, Iaconi Cristina, Nazzaro Barbara, Salerno Carmine, Vellucci Stefano

L’intervento a cui la Giuria ha voluto dedicare una menzione speciale si è distinto per la qualità dal punto di vista illuminotechico che ha interessato la Casa di Augusto. Si tratta di un intervento ben congeniato e adeqguatamente inserito nel pacchetto di copertura che permette di valorizzare in maniera corretta l’illuminazione a servizio dei visitatori.

I progetti sono esempi di “buone pratiche” che istituzioni, professionisti e committenti devono prendere come riferimento per i propri interventi sul costruito e rappresentano la sintesi tra l’innovazione culturale e metodologica della tutela del territorio. 

Uno dei dati più evidenti di questa edizione del permio è la preuccpazione per la ricerca di buone pratiche, purtroppo ancora troppo poco diffuse. L’intenzione, per questo motivo, è quella di proporre, attraverso il premio, un’opportunità di sensibilizzazione per tutti, operatori e ricercatori, ma soprattutto per le istituzioni, le università e le amministrazioni, perchè si affronti il tema del restauro e della progettazione con spirito di interdisciplinarità.

Per maggiori informazioni visitare www.ordine.architettiroma.it/premio-hassan-fathy.

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