Il Dl Crescita è legge: 100 assunzioni alle Infrastrutture, incentivi alla riqualificazione edilizia, ok al fondo salva opere

tutte le principali novità per l'edilizia e gli appalti, e i relativi approfondimenti

Autorizzato il ministero delle Infrastrutture ad assumere 100 professionisti, tra cui anche architetti. Ampliato il bonus per l'acquisto di casa antisismiche. Ok agli incentivi per la valorizzazione edilizia e l'efficientamento energetico. Interventi per la messa in sicurezza delle scuole affidati con procedura negoziata se gli importi non superano le soglie Ue.

Sono alcuni dei contenuti del decreto Crescita, convertito in legge dopo il via libera definitivo arrivato oggi al Senato.

Per le novità che riguardano il fisco si rimanda all'articolo:
Il Dl Crescita è legge: novità per regime forfettario, fatturazione elettronica e super-ammortamento

Aggiornamento del 1 luglio 2019
Dl Crescita: ecco il testo della legge di conversione (in vigore) pubblicato in Gazzetta ufficiale

Cento assunzioni al ministero delle Infrastrutture

 Il ministero delle Infrastrutture viene autorizzato ad assumere, con contratto a tempo indeterminato e a partire del 1° dicembre 2019, 100 professionisti con «alta specializzazione e elevata professionalità», che andranno a rafforzare i Provveditorati interregionali alle opere pubbliche. L'obiettivo è assumere 80 tra architetti, ingegneri, geologi, dottori agronomi e dottori forestali e 20 giuristi esperti di gare e contratti pubblici.

La relazione illustrativa del decreto specifica che per «alta specializzazione» si intende il possesso di laurea specialistica, mentre la «elevata professionalità» va riferita ad un'esperienza certificata nel settore di riferimento, per almeno un anno. Il personale da assumere sarà inquadrato nel livello iniziale dell'Area III del comparto delle funzioni centrali.

Gli specifici requisiti di cui il personale deve essere in possesso saranno specificati in un decreto che il ministero delle Infrastrutture deve emanare di concerto con il ministero per la Pa. Il provvedimento doveva essere adottato entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del Dl Crescita, ossia entro il 31 maggio 2019.

Quanto alle procedure concorsuali, il decreto richiama i concorsi pubblici unici organizzati dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, disciplinati dal Dl 101 del 2013. Le procedure, inoltre, si svolgono in deroga alle procedure di mobilità volontaria.

Quanto ai concorsi unici - va ricordato -, la legge di Bilancio 2019 demanda a un decreto del ministero della pubblica amministrazione, che doveva essere emanato entro il 1° marzo 2019, la definizione di modalità di selezione semplificate per l'assunzione di nuovo personale della Pa.

Mancando tale provvedimento, il decreto Crescita delinea per le 100 assunzioni una procedura semplificata. In particolare, per quanto riguarda la nomina e la composizione della commissione d'esame, viene prevista la costituzione di sottocommissioni anche per le prove scritte (a ciascuna di queste non può essere assegnato un numero di candidati inferiore a 250).

Si prevede, inoltre, la possibilità di far precedere le prove di esame da una prova preselettiva, qualora il numero delle domande di partecipazione al concorso sia superiore a due volte il numero dei posti banditi. Le prove preselettive consistono nella risoluzione di quesiti a risposta multipla (gestite con l'ausilio di enti o istituti specializzati pubblici e privati e con possibilità di predisposizione dei quesiti da parte degli stessi).

Gli oneri per le assunzioni dei 100 professionisti sono pari a 325mila euro per il 2019 e a 3 milioni e 891mila euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021.

Incentivi per la valorizzazione edilizia

Viene introdotta una tassazione agevolata (valida fino al 31 dicembre 2021) per le imprese che acquistano edifici e realizzano, nei successivi dieci anni, interventi di demolizione e ricostruzione oppure di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione, purché siano finalizzati alla riqualificazione energetica e alla riduzione della vulnerabilità sismica. In particolare, viene concesso un consistente sconto sulle imposte di registro, ipotecarie e catastali se i nuovi o rinnovati edifici, oltre ad essere conformi alla normativa antisismica conseguano la classe energetica A o B oppure risultino rispondenti alla definizione di edifici Nzeb.

Inoltre, viene esteso anche alle zone classificate a rischio 2 e 3 il sisma-bonus del 75 o 85 per cento per l'acquisto di unità immobiliari frutto di interventi di demolizione e ricostruzione da parte di imprese che vendono gli immobili ricostruiti entro 18 mesi dalla conclusione dei lavori. Il bonus, a favore dunque degli acquirenti, permette di portare in detrazione il 75 o l'85 per cento del prezzo di acquisto dell'unità immobiliare, considerando il tetto massimo di spesa che la legge fissa in 96mila euro. La percentuale di detrazione dipende dalla riduzione del rischio sismico conseguita a seguito dell'intervento di sostituzione edilizia.

Per ecobonus e sismabonus nasce una nuova modalità di cessione dell'incentivo. In particolare, viene introdotta la possibilità, da parte del soggetto avente diritto al bonus fiscale, di scegliere se beneficiare in modo tradizionale della detrazione spettante o se ottenere un contributo, di importo pari alla detrazione di cui si ha diritto, sotto forma di sconto da parte del fornitore che ha effettuato gli interventi.

Per i dettagli si rimanda all'approfondimento su
Eco-bonus, sisma-bonus e incentivi per edifici antisismici e Nzeb

Acquisto di prodotti da riciclo o da riuso: nasce il bonus per professionisti e imprese

Nasce un credito di imposta, pari al 25 per cento del costo di acquisto di prodotti da riciclo o da riuso, a favore di professionisti e imprese. Oltre al compost, i prodotti per i quali si può godere dell'incentivo fiscale sono i semilavorati e i prodotti finiti che, per almeno il 75 per cento della loro composizione, derivino dal riciclaggio di rifiuti e di rottami. Il bonus spetta nella misura del 25 per cento fino ad un massimo annuale di 10mila euro, purché il beneficiario utilizzi i prodotti da riciclo o da riuso comprati per l'esercizio della propria attività economica o professionale. Se ciò non avviene, il beneficio è dimezzato, spetta dunque fino ad un massimo di 5mila euro annui per ciascun beneficiario.

I crediti vanno indicati nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta in cui sono riconosciuti, non concorrono alla formazione del reddito e della base imponibile dell'imposta regionale sulle attività produttive e sono utilizzabili esclusivamente in compensazione. Il bonus diventerà operativo solo dopo l'emanazione di un decreto attuativo, di competenza del ministro dell'Ambiente (deve essere adottato entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del Dl Crescita).

Per approfondire si rimanda all'approfondimento pubblicato lo scorso 17 giugno, aggiornato alle ultime modifiche

Istituito il fondo «Salva opere»

Viene istituito, nello stato di previsione del ministero delle Infrastrutture, un nuovo fondo, denominato «Salva opere», volto a garantire il completamento delle opere pubbliche (e la tutela dei lavoratori) in caso di fallimento dell'appaltatore o dell'affidatario dei lavori. 

Con le risorse del fondo, le stazioni appaltanti potranno coprire (nei limiti della dotazione dello stesso)  il 70 per cento dei crediti insoddisfatti delle imprese sub-appaltatrici, sub-affidatarie e sub-fornitrici. Ad alimentare il fondo sarà un contributo, pari allo 0,5 per cento del valore del ribasso offerto dall'aggiudicatario delle gare per l'affidamento dei lavori di importo pari o superiore a 200mila euro e di gare di servizi e forniture di importo pari o superiore a 100mila euro. Tale contributo rientra tra gli importi a disposizione della stazione appaltante nel quadro economico predisposto dalla stessa al termine dell'aggiudicazione definitiva. Va precisato che le disposizioni sul fondo salva-opere non si applicano agli appalti aggiudicati da enti locali e regioni

Nel caso di affidamento a contraente generale, le risorse del fondo sono destinate agli affidatari di lavori, quando tali soggetti sono assoggettati a procedura concorsuale. Il ministero delle Infrastrutture, sulla base della certificazione dei crediti insoddisfatti effettuata dalle amministrazioni aggiudicatarie a richiesta degli interessati, procede all'erogazione. Vengono demandate ad un decreto del Mit  le modalità di funzionamento e di erogazione delle somme da parte del fondo.

Sicurezza scuole: al di sotto dei 5,5 mln è possibile l'affidamento dei lavori con procedura negoziata

Per l'affidamento dei lavori di messa in sicurezza delle scuole viene introdotta una deroga al Codice degli appalti. In particolare, si dà la possibilità ai comuni e alle provincie beneficiari di finanziamenti statali per la messa in sicurezza delle scuole, relativi al triennio 2019-2021, di avvalersi di Invitalia per bandire le gare per l'affidamento dei relativi lavori. Se, però, Invitalia non pubblica gli atti di gara entro 90 giorni dalla ricezione dei progetti definitivi inviati dagli enti locali, questi ultimi, per importi fino alla soglia comunitaria (pari a 5.548.000 euro), possono affidare i lavori avvalendosi della procedura negoziata, previa consultazione di almeno 15 imprese (attualmente, per effetto dello Sblocca-cantieri, al di sopra del milione è obbligatorio il ricorso alla procedura aperta).

Il focus sull'argomento: 
Sicurezza scuole: imprese scelte con procedura negoziata per lavori entro i 5,5 mln

 Efficientamento energetico e sicurezza: 500 mln ai comuni

 Vengono destinati ai Comuni 500 milioni per le realizzazione di progetti nel campo dell'efficientamento energetico e dello sviluppo sostenibile. I contributi, proporzionali alla popolazione residente, finanziano interventi volti all'efficientamento energetico di immobili pubblici, l'installazione di impianti per la produzione di energia da rinnovabili, interventi per la mobilità sostenibile, la messa in sicurezza di scuole e di altri edifici pubblici, l'eliminazione di barriere architettoniche e opere volte ad ottenere un risparmio energetico dall'ammodernamento degli impianti di illuminazione pubblica.

Il Dl Crescita demandava l'assegnazione dei contributi ad un decreto del ministero dello Sviluppo economico, che è stato emanato mentre il decreto era in fase di conversione.

Per l'elenco degli enti beneficiari si rimanda all'articolo: 
Efficienza energetica e sicurezza scuole: in attuazione al Dl Crescita il Mise emana il decreto che assegna 500 mln ai Comuni

 di Mariagrazia Barletta

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