La legge di Bilancio, in vigore dal 1° gennaio, ha esteso anche per il 2026 il cosiddetto "bonus mamme", destinato alle lavoratrici, comprese le professioniste iscritte alle casse previdenziali private, come Inarcassa.
La misura riguarda le madri con almeno due figli. Il bonus, pari a 60 euro mensili, copre 11 mensilità per un totale di 660 euro, e spetta per ogni mese o frazione di mese di vigenza del rapporto di lavoro o dell'attività di lavoro autonomo.
Ne hanno diritto:
- le madri con due figli fino al compimento dei 10 anni del secondo figlio;
- le madri con tre o più figli fino ai 18 anni del figlio più piccolo (escluse le titolari di contratti a tempo indeterminato).
Possono accedervi lavoratrici dipendenti (pubbliche e private, escluso il lavoro domestico) e autonome iscritte a gestioni previdenziali obbligatorie, comprese le casse professionali e la Gestione separata dell'Inps.
Il reddito da lavoro annuo non deve superare i 40mila euro.
Le mensilità, spettanti a decorrere dal 1° gennaio fino a novembre 2026, sono corrisposte a dicembre, in unica soluzione. Il bonus non rileva ai fini della determinazione dell'indicatore della situazione economica equivalente (Isee).
Il contributo è erogato dall'Inps.
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