Concorsi di progettazione non pervenuti: rappresentano solo lo 0,2% dei servizi di architettura e ingegneria

Il report del Cni: mercato polarizzato da accordi quadro; in ripresa le gare senza esecuzione dei lavori

Concorsi di progettazione ai minimi storici. Se si guarda agli importi delle gare che coinvolgono architetti e ingegneri si scopre che solo lo 0,2% è rappresentato dai concorsi di progettazione.

Ad attestarlo è il consueto rapporto del Centro Studi del Consiglio nazionale degli Ingegneri, che - nell'ultima edizione - prende in esame il periodo gennaio-aprile 2026. I dati confermano, dunque, che il "nuovo" codice degli appalti (Dlgs 36 del 2023) ha ucciso il concorso di progettazione.

Dal report emerge che nel periodo gennaio-aprile 2026 le stazioni appaltanti hanno pubblicato gare per un importo a base d'asta destinato ai servizi di ingegneria e architettura (ad esclusione dei costi di esecuzione dei lavori) di circa 480 milioni di euro, 73 in meno rispetto allo stesso periodo del 2025 (il totale era di 552,5 milioni). Sensibile calo per la quota di importi per i servizi degli appalti integrati (7,2% nel 2026 rispetto al 65,2% registrato l'anno scorso). Al contrario, aumenta quella affidata tramite di accordi quadro. Limitando l'osservazione ai soli servizi di architettura e ingegneria puri, le stazioni appaltanti hanno pubblicato gare per un importo a base d'asta complessivo di poco superiore a 183 milioni di euro, contro i poco più di 159 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente. 

L'analisi dei dati sugli importi delle gare - da quanto rilevato dal Cni - la quota maggiore delle gare pubblicate (oltre il 73%) presenta un importo a base d'asta inferiore a 140.000 euro, mentre solo il 19,2% riguarda gare con importo a base d'asta superiore 215.000 euro. Al contrario, quasi l'86% dei circa 183milioni di euro complessivamente posti a base d'asta è concentrato nelle gare con importo superiore ai 215mila euro, mentre solo l'8,8% riguarda gare con importo a base d'asta sotto la soglia dei 140mila euro che, pertanto, potrebbero essere oggetto di affidamento diretto.

Relativamente ai bandi con esecuzione dei lavori, i project financing hanno avuto un ruolo dominante con 134 bandi e un importo complessivo stanziato pari a 2.378 mln di euro, mentre gli appalti integrati rilevati sono 125 con un importo a base d'asta complessivo pari a 881mln di euro. Per quanto riguarda le aggiudicazioni, aumenta l'importo medio di aggiudicazione delle gare affidate alle Società, ma anche quello delle gare aggiudicate dai liberi professionisti che passa dai 48.800 euro del 2025 agli 87.100 euro di quest'anno.

Tuttavia, i liberi professionisti riescono ad aggiudicarsi solo il 28,6% delle gare per servizi (senza esecuzione) ed appena il 4,8% degli importi totali (comunque il 2% in più rispetto allo stesso periodo del 2024). Come sempre le società hanno la meglio in entrambe le distribuzioni, aggiudicandosi l'82,1% degli importi ed il 54,4% delle gare. Per i professionisti restano forti le possibilità di successo nelle gare con importo inferiore a 140mila euro: si sono aggiudicati circa il 53,4% delle gare e il 48,3% degli importi. Queste quote tendono a ridursi gradualmente con l'aumentare degli importi a base d'asta: nelle gare con importo compreso tra i 140mila euro e i 215mila euro le loro aggiudicazioni calano al 31,3% delle gare e al 34,4% degli importi, per poi attestarsi, per le gare con importi superiori a 215mila euro, al 7,1% delle gare e al 2,7% degli importi.

«Nel complesso il report - afferma Marco Ghionna, presidente del centro studi Cni - evidenzia alcuni fenomeni che sembrano assumere una rilevanza sempre più strutturale per il mercato dei servizi di ingegneria: la crescente centralità degli accordi quadro, la persistente concentrazione del valore economico nelle gare di maggiore importo e il ruolo strategico delle procedure sotto soglia per la libera professione. Particolarmente importante è la forte divergenza tra numero delle procedure e valore economico complessivo delle stesse».

«Oltre il 73% delle gare - evidenzia sempre Ghionna - si colloca sotto i 140.000 euro, mentre quasi l'86% del valore economico risulta concentrato nelle gare superiori a 215.000 euro. Questo dato ci restituisce un mercato dei servizi di ingegneria con una struttura fortemente polarizzata: le opportunità numericamente più numerose si concentrano nelle fasce inferiori, mentre il valore economico rimane fortemente concentrato negli affidamenti di maggiore dimensione. In sostanza i liberi professionisti sono altamente competitivi nelle gare di minore importo, mentre la loro presenza si riduce al crescere del valore economico dell'affidamento».

«Sebbene con l'entrata in vigore del Correttivo del Codice degli appalti siano state modificate, tra le altre, le disposizioni relative ai ribassi di gara, garantendo il rispetto del principio dell'equo compenso e la qualità delle offerte, si verificano ancora troppe situazioni anomale con gare aggiudicate con ribassi decisamente superiori a quanto previsto dalla norma. Su questo terreno il Consiglio Nazionale continuerà a svolgere un ruolo attivo, monitorando nel tempo il fenomeno e, se le anomalie dovessero persistere, intervenendo in sede di interlocuzione istituzionali», commenta Angelo Domenico Perrini, Presidente del Cni.

Il monitoraggio Cni gennaio-aprile 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

pubblicato il: