Legge di Bilancio 2020: risorse solo dal 2021 per periferie, sicurezza del territorio e rigenerazione urbana

Se si escludono le proroghe dei bonus edilizi e l'introduzione del nuovo bonus facciate, poco altro c'è in Manovra per favorire la ripresa del settore edilizio nel 2020. L'attenzione verso la rigenerazione urbana, le periferie, la messa in sicurezza del territorio, l'efficientamento energetico delle scuole, la manutenzione stradale e la realizzazione di piste ciclabili, c'è, ma gran parte delle risorse previste in questi ambiti saranno disponibili a partire solo dal 2021.

Anche il maxi-piano per le periferie, annunciato dal ministero delle Infrastrutture come un grande programma nazionale che promette di risanare porzioni di città a partire dall'edilizia residenziale sociale, parte nel 2020 con una dotazione ridotta di soli 12,18 milioni di euro (somma con la quale - giusto per fare un paragone - si costruiscono al massimo due scuole).

Anche gli 8,5 miliardi da distribuire ai comuni per attivare progetti di rigenerazione urbana potranno essere ripartiti a partire solo dal 2021. Si inizia nel 2021 con 150 milioni di euro per poi incrementare le risorse negli anni successivi. Anche con la riqualificazione e costruzione di asili si parte dal 2021.

Ecco alcuni dei contenuti della Manovra 2020, il cui via libera definitivo è previsto per oggi alla Camera.

Piano per le periferie e l'edilizia residenziale pubblica

Viene istituito il fondo "Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare", con una dotazione complessiva pari a 853,81 milioni euro per gli anni 2020-2033, di cui 12,18 milioni di euro per l'anno 2020 e 27,25 milioni di euro per il 2021. Gli obiettivi sono molteplici: agire nelle periferie, riqualificare e incrementare il patrimonio destinato all'edilizia residenziale sociale, rigenerare il tessuto socio-economico, incrementare l'accessibilità, la sicurezza dei luoghi, migliorare la coesione sociale e la qualità della vita dei cittadini.

Come evidenziato nelle relazione illustrativa che accompagna la Manovra, il programma intende «porre l'edilizia sociale al centro delle proposte di rigenerazione di tessuti e ambiti urbani particolarmente degradati e carenti di servizi, non dotati di adeguato equipaggiamento infrastrutturale, individuando specifiche finalità a cui il programma medesimo deve dare risposte». È rivolto alle città metropolitane, alle città capoluogo di provincia e alle città con più di 60mila abitanti.

Occorre un decreto del Mit (da adottare entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge di Bilancio 2020), sentiti i ministeri dell'Economia e dei Beni culturali e previa intesa in Conferenza unificata, per definire - tra le altre cose -  l'entità massima del contributo attribuibile, le modalità di presentazione delle proposte da parte degli enti interessati, i criteri per la valutazione dei progetti da ammettere a finanziamento.

Presso il Mit sarà istituita l'Alta commissione per la valutazione delle proposte.

Contributi ai Comuni per la rigenerazione urbana

Viene prevista, per gli anni dal 2021 al 2034, l'assegnazione ai comuni di 8,5 miliardi di euro destinati a progetti di rigenerazione urbana «volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale». I criteri e le modalità di riparto dei contributi, di monitoraggio, rendicontazione e verifica e di recupero e eventuale riassegnazione delle somme non utilizzate, sono demandati ad un Dpcm, da adottare entro il 31 gennaio 2020. Nei successivi 30 giorni un decreto del Viminale dovrà individuare gli importi per ciascun comune beneficiario.

Gli 8,5 miliardi sono così ripartiti: 150 milioni di euro per il 2021; 250 milioni per il 2022; 550 per ciascuno degli anni 2023 e 2024 e 700 milioni per ciascuno degli anni dal 2025 al 2034.

Fondo per la viabilità e il dissesto idrogeologico

Nello stato di previsione del ministero dell'Interno, viene istituito un fondo per investimenti nei comuni, con una dotazione di 400 milioni di euro, per ciascuno degli anni dal 2025 al 2034, le cui risorse sono indirizzate ai settori dell'edilizia pubblica, della viabilità, del dissesto idrogeologico, della prevenzione del rischio sismico e dei beni culturali e ambientali.

Fondo per le piste ciclabili

Viene istituito un fondo per lo sviluppo delle reti ciclabili urbane con una dotazione di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024. Il fondo serve a finanziare nuove piste ciclabili urbane ed è indirizzato ai comuni e alle unioni di comuni che abbiano approvato strumenti di pianificazione contenenti piano per lo sviluppo strategico della rete ciclabile urbana.

Scuole innovative: ridistribuzione delle risorse Inail dopo il flop del concorso di idee

Vengono riassegnate le risorse che l'Inail avrebbe dovuto destinare ad un piano di messa in sicurezza delle scuole e di costruzione di nuovi edifici scolastici. Piano che comprendeva i 51 poli da far nascere a partire dal concorso di idee bandito dal Miur nel 2016. Le economie non assegnate potranno essere destinate alla costruzione di altre scuole innovative e più nel dettaglio a progetti finanziati solo parzialmente con le risorse attribuite alle singole regioni, o a progetti per poli per l'infanzia inseriti nelle graduatorie per l'assegnazione delle risorse ma, allo stato attuale, non interamente finanziati.

Piano nazionale per l'efficientamento delle scuole

Viene demandata ad un decreto del Miur la definizione di un piano nazionale di interventi di efficientamento energetico delle scuole, che utilizzerà le risorse del Fondo per il finanziamento di investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, già assegnate al Miur per la messa in sicurezza degli edifici scolastici.

10 milioni del Fondo investimenti destinati alla messa in sicurezza delle scuole per l'annualità 2023 - progetti con affidamento diretto

Una quota delle risorse, pari a 10 milioni di euro, proveniente dal Fondo per il finanziamento di investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, già assegnata al Ministero dell'Istruzione e non impegnata, è destinata alla messa in sicurezza degli edifici scolastici per l'annualità 2023. Per i relativi incarichi di progettazione, di direzione dei lavori e coordinamento per la sicurezza - in caso di importi non superiori alle soglie comunitarie - si fa ricorso all'affidamento diretto, previa consultazione di almeno cinque operatori economici.

Fondo per edifici destinati ad asili nido e scuole dell'infanzia

Viene istituito, nello stato di previsione del ministero dell'Interno, un fondo con una dotazione pari a 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023 e di 200 milioni di euro annui per il periodo 2024-2034, da ripartire ai comuni con lo scopo di finanziare interventi di messa in sicurezza, ristrutturazione, riqualificazione o costruzione di asili nido, scuole dell'infanzia e centri polifunzionali per i servizi alla famiglia.

Per approfondire:
Legge di Bilancio 2020, nidi e scuole d'infanzia: 300 mln in tre anni per riqualificarli, metterli in sicurezza o costruirli

500 mln ai Comuni per micro-interventi 

Relativamente al periodo 2020-2024 vengono assegnati ai comuni, nel limite complessivo di 500 milioni annui, contributi per investimenti destinati all'efficientamento energetico di opere pubbliche e ad interventi per lo «sviluppo territoriale sostenibile». La ripartizione dei contributi va fatta entro il 31 gennaio 2020 ed è di competenza del ministero dell'Interno. Ciascun comune beneficiario ha l'obbligo di iniziare l'esecuzione dei lavori entro il 15 settembre dell'anno di ricevimento del contributo.

Negli interventi di efficientamento energetico sono compresi quelli applicati all'illuminazione pubblica, al social housing, quelli volti al risparmio energetico negli edifici di proprietà pubblica, nonché l'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. 

Nella categoria «sviluppo territoriale sostenibile» sono compresi gli interventi in materia di mobilità sostenibile, le opere per l'adeguamento e la messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale e gli interventi per l'abbattimento delle barriere architettoniche.

L'entità del contributo per ciascun comune varia a seconda del numero di abitanti. Si va da un massimo di 50mila euro per i piccoli paesi con popolazione fino a 5mila abitanti a 250mila euro per i comuni con più di 250mila abitanti.

Contributi ai comuni per la messa in sicurezza del territorio

Vengono incrementate le risorse annue, destinate ai comuni, che la legge di Bilancio 2019 aveva stanziato per la messa in sicurezza degli edifici e del territorio. Le risorse, che erano pari a 4,9 miliardi di euro per il periodo 2021-2033, vengono innalzate a 8,8 miliardi e spalmate negli anni dal 2021 al 2034.

Contributi agli enti locali per la progettazione definitiva ed esecutiva di interventi di messa in sicurezza del territorio

Con l'obiettivo di favorire gli investimenti, è prevista l'assegnazione agli enti locali di contributi destinati alla progettazione definitiva ed esecutiva per interventi di messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico, di messa in sicurezza ed efficientamento energetico delle scuole, degli edifici pubblici e del patrimonio degli enti, nonché per investimenti di messa in sicurezza di strade. Vengono impegnati per tali scopi 85 milioni di euro per l'anno 2020, 128 milioni per il 2021, 170 milioni per il 2022 e 200 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2023 al 2034.

Messa in sicurezza di strade di provincie e città metropolitane

Vengono stanziati 6,1 miliardi di euro (aggiuntivi rispetto a quanto già previsto dalla legislazione vigente) per il periodo 2020-2034, per il finanziamento di interventi di manutenzione della rete viaria e di manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico delle scuole di province e città metropolitane. Dei 6,1 miliardi, 350 milioni vengono impegnati per il 2020 per i programmi straordinari di manutenzione della rete viaria e ulteriori 100 milioni sono destinati, sempre per il 2020, a interventi relativi ad opere pubbliche di messa in sicurezza delle strade e di manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico delle scuole di province e città metropolitane.

Rispetto a quanto previsto dalla Manovra 2019, vengono incrementate di 3,2 miliardi di euro le risorse indirizzate alle regioni a statuto ordinario e destinate alla realizzazione di opere per la messa in sicurezza degli edifici e del territorio, agli interventi relativi alla viabilità, alla rigenerazione urbana, alla riconversione energetica e alle infrastrutture sociali. Rispetto a quanto previsto a legislazione vigente, l'integrazione delle risorse è pari a 200 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2034.

Fondo per il recupero di immobili statali di interesse storico-culturale

Viene istituito un fondo destinato al recupero di immobili statali di interesse storico e culturale in stato di abbandono e alla riqualificazione delle aree industriali dismesse che includono manufatti architettonici di interesse storico. La dotazione iniziale è di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022.

Interventi di restauro

La Manovra 2020 destina 300mila euro per interventi di riqualificazione e restauro della villa Alari Visconti di Saliceto a Cernusco sul Naviglio. Inoltre, 500mila euro sono destinati al restauro e alla valorizzazione della Villa Candiani di Erba (Co) e del Palazzo Piozzo di Rosignano a Rivoli (To). Alla Regione Umbria va 1 milione di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2022 per la salvaguardia della rupe di Orvieto e del Colle di Todi. Ed ancora: 1,3 milioni di euro per l'anno 2020 vanno alla Badia di Santa Maria di Pattano a Vallo della Lucania (Sa).

Viene inoltre disposto uno stanziamento di 23 milioni di euro per l'anno 2021 e di 33 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2035 per incrementare la quota degli utili del gioco del lotto destinata alla conservazione e al recupero dei beni culturali. Alla Fondazione Ente Ville Vesuviane vanno 600mila euro (triennio 2020-2022) finalizzati ad assicurare il funzionamento, la manutenzione ordinaria e straordinaria delle Ville, la continuità nella fruizione per i visitatori e l'abbattimento delle barriere architettoniche.

Linea 2 della metropolitana di Torino

Viene autorizzata la spesa di 828 milioni di euro, ripartiti negli anni dal 2020 al 2032, per la realizzazione della linea 2 della metropolitana di Torino.

di Mariagrazia Barletta

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