È stato dichiarato inammissibile durante l'esame nelle commissioni Bilancio e Ambiente della Camera l'emendamento bipartisan al decreto Pa (Dl 144 del 2026) che proponeva di rendere automatico l'invio dell'attestazione sul decorso dei termini nella procedura per il rilascio del permesso di costruire, prevedendo anche che la firmasse il professionista in caso di inadempienza da parte dell'amministrazione.
La proposta di modifica - avanzata da parlamentari di FdI, FI, PD, Lega e gruppo Misto - ha avuto, dunque, vita breve, in quanto dichiarata inammissibile.
Più nel dettaglio, l'emendamento proponeva il rilascio automatico dell'attestazione sul decorso dei termini nel procedimento del permesso di costruire. In assenza di integrazione documentale o istruttorie inevase e di provvedimenti di diniego, l'invio dell'attestazione sulla formazione del silenzio assenso doveva essere, dunque, inviata automaticamente e in via telematica dall'amministrazione.
Per i procedimenti non ancora telematizzati, si prevedeva che l'amministrazione fosse comunque tenuta a inviare d'ufficio l'attestazione all'indirizzo di posta elettronica certificata o all'indirizzo email ordinario indicato nella pratica, entro dieci giorni dalla data di formazione del silenzio assenso. Infine, decorso inutilmente tale termine, si proponeva che l'attestazione sul decorso dei termini e sulla formazione del silenzio-assenso la autocertificasse o il privato ai sensi del Dpr 445 del 2000 (articolo 47) oppure la certificasse il progettista abilitato.
Dichiarato inammissibile anche l'emendamento (anch'esso bipartisan) che proponeva, per gli interventi relativi alla realizzazione di infrastrutture di rete a banda ultra-larga fissa e mobile, la proroga di ventiquattro mesi dei termini per tutti i certificati, gli attestati, i permessi, le concessioni, le autorizzazioni e gli atti abilitativi comunque denominati, compresi i termini di inizio e di ultimazione dei lavori dei permessi di costruire.
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