Spese partita iva da dipendente

messaggio inserito giovedì 16 luglio 2020 da MarcoA

[post n° 434496]

Spese partita iva da dipendente

Buongiorno,
Ho visto che la questione è già stata trattata in diversi post ma alcuni hanno più voci di spesa ed altri meno. Scrivo per chiedere se il ragionamento che segue sia corretto.

Mi sto approcciando per la prima volta al lavoro da dipendente con partita iva per uno studio di architettura e mi sono stati offerti 2.200€ lordi al mese.
Mi sono fatto questi calcoli in regime forfettario:
- detrazione forfettaria: 2.200€ - 22% = 1.716€
- detrazione contributi inarcassa: 1.716€ - 14,5% = 1.467€
- tassa al 5% per i primi 5 anni: 1.467€ - 5% = 1.394€
- spese commercialista (assumo 5%): 1.394€ - 5% = 1.324€

In base a questi calcoli avrei un netto di 1.324€.
Non ho detratto spese per l'assicurazione (in quanto sarei dipendente e non iscritto all'albo) ma presumo dovrei aggiungere le spese di apertura della partita iva? Oppure le posso considerare all'interno di quel 5% considerato come spesa per il commercialista?
Ho preso in considerazione tutte le spese?

Grazie a chi troverà il tempo di rispondere.
:
mi sembra che ci sia un errore nella "detrazione forfettaria" e un eccesso nel costo del commercialista.
La fattura per chi ha il regime forfettario è senza IVA.
I primi 3 anni di iscrizione a Inarcassa paghi la metà del contributo.
Da stabilire se il 4% di Inarcassa viene pagato dallo studio oppure no. A loro non cambia nulla, perché sono soldi che darebbero comunque a Inarcassa.
Quindi:
reddito annuo 26.400
Contributi inarcassa e maternità (26.400 * 14.5% + 80) * 50% = 1954
Tasse (26400 * 0.78 - 1954) * 5% = 931.9
Commercialista (regime forfettario): max 600 euro
Quindi 26.400 - 1.954 - 932 - 600 = 22914 euro. = 1910 euro mese
Sbaglio?
:
Ciao MarcoA,
ci sono diverse questioni da chiarire: non esiste un dipendente con partita iva; o sei assunto con un contratto e quindi sei un dipendente, o apri partita iva e quindi sei un libero professionista. E' fondamentale avere bene in mente questi aspetti e le relative differenze. Da quello che hai scritto e dai conti che hai fatto deduco che rientri nella seconda categoria.
Altra questione, non puoi iscriverti a inarcassa senza l'iscrizione all'Albo; di conseguenza tra le spese da sostenere ogni anno avrai sia la quota di iscrizione all'Ordine, sia la quota dell'assicurazione professionale che è obbligatoria. Altra voce di spesa da includere è quella relativa all'aggiornamento professionale continuo (sempre obbligatorio per gli iscritti), gli importi variano perchè dipende dai corsi che vorrai seguire. Paradossalmente potresti anche seguire corsi a costo zero perchè cercando
bene se ne trovano che riconoscono i crediti e che sono gratis, ma generalmente sono molto poco formativi. Ti consiglio in ogni caso di concordare preventivamente con lo Studio delle tempistiche adeguate perchè tu possa assolvere a tale obbligo.
Tornando alle cifre ti consiglio di fare le tue valutazioni sempre su base annuale. L'offerta che ti hanno fatto di 2.200 €/mese lordi secondo me è onnicomprensiva (altrimenti non avrebbero detto "lordi") quindi è incluso anche il 4% di contributo a Inarcassa che è obbligatorio mettere in fattura. Quindi, ragionando su base annuale, i conti sono:
- fatturato: 2.200x12= 26.400€
- contributo integrativo inarcassa (4%): 1.016 €
- contributo soggettivo inarcassa (ridotto dal 14,5% al 7,25% per i primi 5 anni di iscrizione): 1.840 €
- imponibile sul quale applicare la detrazione forfettaria: 26.400-1.016= 25.384 €
- detrazione forfettaria (22%): 19.799 €, a questi puoi detrarre il contributo soggettivo, quindi l'imponibile sul quale applicare la tassazione è: 19.799-1.840= 17.959 €
- tassa al 5% (per i primi 5 anni se nuova attività, poi sale al 15%): 898 €
- Quota iscrizione ordine: 300 € (variabile)
- Premio assicurazione professionale: 500 € (variabile)
- Spese per l'aggiornamento professionale: 500 € (variabile)
- Spese per il commercialista: 1.000 € (variabile)
- Altre eventuali spese fisse: trasferte, software, attrezzatura, affitti, ecc., NON incluse.
Cosa ti rimane in tasca?
26.400-(1.016+1.840+898+300+500+500+1.000)= 20.346 €/anno "netti", cioè 1.695 €/mese.
Diciamo che per iniziare la cifra non è male, soprattutto considerando la macabra realtà delle finte partite iva che manda avanti l'attività degli studi professionali in Italia.
Tieni a mente che dopo i primi 5 anni avrai da pagare il doppio dei contributi e il triplo delle tasse rispetto a questi conti e che il tuo compenso dovrà necessariamente essere adeguato. In bocca al lupo!
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secondo me c'è un errore di fondo nel ragionamento (e la premessa con l'ossimoro "dipendente con partita iva" è tra l'altro piuttosto buffa): il compenso che si dovrebbe pattuire è NETTO non lordo.
- Il fatto che tu abbia o meno l'iva in fattura (regime forfettario o ordinario) non deve interessare al tuo "datore di lavoro", per lui non cambia nulla la scarica, per te cambia invece molto
- i contributi inarcassa per i primi anni hanno un tasso agevolato, ma l'agevolazione è per te non per il tuo "datore di lavoro"
- la tassazione agevolata per i giovani professionisti pure
- se hai il cugino commercialista che non ti chiede un cent per la contabilità è un vantaggio tuo, non di chi ti paga
Per cui ti consiglio di ragionare partendo dal netto, magari arrivi allo stesso risultato, ma trovo concettualmente sbagliato (e anche un pò scorretto da parte di chi te lo impone) fare l'inverso.

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Concordo con quanto affermato da @ivodivo.
Rispetto ai calcoli mi permetto di suggerire un modo facile per ricordare la procedura:
il compenso lordo (imponibile+cassa 4%) è già la base imponibile dello stesso contributo integrativo: per noi forfettari, che non abbiamo ne Iva ne RA, è semplicemente la Fattura ("volume d'affari" per Inarcassa). Il reddito ai fini del Soggettivo è l'importo del suddetto fatturato lordo detratto ovviamente il 4%, che peraltro non costituisce reddito ai fini fiscali.
Per il resto confermo quanto indicato da @Red.

Qui un utile strumento di calcolo:
https://www.avvocatoandreani.it/servizi/calcolo-imposta-regime-forfe…
:
Grazie a tutti per le risposte, avendo sempre lavorato all'estero il procedimento per arrivare dal lordo al netto mi è completamente nuovo.

Ora è tutto chiaro a livello di calcoli, mi restano però due dubbi:
- Quando si lavora per uno studio tramite le "finte partite iva" è sempre necessaria l'iscrizione all'ordine? Oppure vi sono casi nei quali si può collaborare con uno studio aprendo solo la partita iva e risparmiando le spese di iscrizione all'ordine e di formazione continua?
- In risposta all'offerta di lavoro mi consigliate di proporre una cifra netta allo studio in modo che risalgano loro ad una cifra lorda?

Grazie
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Ciao MarcoA,
Ad oggi in Italia, aprire partita iva per lavorare in regime di monocommittenza, cioè fondamentalmene ciò che ti è stato proposto dallo Studio, sarebbe vietato per legge già dal lontano 2012. Ho scritto "sarebbe" perché la stessa legge che andava a contrastare le cosiddette "finte partite p.iva", escludeva dall'applicazione della stessa i possessori di p.iva iscritti ad un Ordine (tralasciamo i motivi). Quindi ciò che tu chiedi nella prima domanda non è fattibile, o meglio potresti aprire p.iva come ad es. disegnatore, versando i contributi all'inps, non avresti più la quota dell'albo, l'assicurazione e la formazione obbligatoria (attenzione che non saresti un architetto e non potresti firmare progetti), ma nel momento in cui si dovessero verificare le condizioni di applicazione della legge di cui sopra, il tuo datore di lavoro sarebbe costretto ad assumerti oltre a pagare diverse sanzioni. Presumo poi che il titolare dello Studio che ti ha fatto l'offerta conosca benissimo il quadro normativo e che escluderà categoricamente tutte le "formule pericolose" per lui.
Ti consiglio caldamente di rivolgerti ad un commercialista serio che saprà spiegarti molto meglio questi temi rispetto a quanto si possa fare in un forum di architetti.
Alla seconda domanda rispondo che sarebbe molto bello se funzionasse così, ma credo che l'ipotesi sia pura fantascenza.
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Ciao MarcoA, dunque: le indicazioni dei colleghi sono tutte corrette, ma ti svelo una cosa che in pochiossimi sanno: con il forfettario PER LEGGE non è obbilgatorio il commercialista: non pensarci nemmeno, sono soldi buttati, al momento di fare l'Unico vai ad un CAF, io pago al mio CAF CGIL 120 euro annui e morta lì, altro che 600/1000/2000.
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